domenica 5 ottobre 2008

Crisi mutui

Vertice a Parigi : Berlusconi chiede il fondo
(La Repubblica.it)


sabato 4 ottobre 2008

Ricambiato il fastidio

A Berlusconi dà fastidio il Parlamento, anche se lo controlla con largo margine, per effetto di una porcata elettorale voluta da lui stesso. A Berlusconi dà fastidio
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79602

martedì 30 settembre 2008

Dall’ Ambasciata della Repubblica delle Banane riceviamo e pubblichiamo.

Egregio signore , riscontriamo che sul suo blog , spesso et volentieri, Ella si permette di effettuare audaci paragoni tra il proprio paese e la nostra Onorata Repubblica .
Dopo un’accurata lettura dei giornali odierni , di cui ci permettiamo sottoporLe alcuni titoli a dimostrazione delle nostre buone ragioni , la diffidiamo dall’effettuare, per il futuro, ulteriori paralleli tra lo Stato in cui Ella vive et opera ed il nostro.
Tutto ciò a difesa dell’onorabilità delle azioni compiute dal nostro Governo che non possono essere svilite in alcuna maniera né men che meno essere oggetto di paragone con le modalità con cui sta operando il Governo da Voi eletto.
Con l’auspicio che codesta diffida sortisca l’effetto desiderato, vi informiamo che in caso contrario ci vedremo costretti ad agire legalmente per tutelare l’onorabilità della Repubblica che , con modestia, rappresentiamo.

L’ambasciatrice della Repubblica delle Banane
Ciquita Bonita
N.B. Si allegano i titoli dei giornali di cui sopra .
Economia, italiani pessimisti - Male per il 95%, e al Sud va peggio ( La Repubblica )

Rifiuti, in Campania si estende la rivolta Barricate a Chiaiano, blitz a Formicoso (La Repubblica)

Tariffe, nuova stangata in bolletta Dal 1° ottobre aumentano luce e gas (Il Corriere della Sera )

Italia senza lavoro: "291 mila disoccupati in più" ( La Stampa)

Padova, 42enne si suicida perché non riesce a ripianare i debiti e pagare le bollette Il Messaggero)

La disoccupazione rialza la testa + 20% in un anno (Ansa)

E per finire , a confermare quali siano le vere preoccupazioni di fronte a questo stato di cose , da parte di chi vi governa:
Berlusconi attacca: "La Gandus nemico"
(La Repubblica)

domenica 28 settembre 2008

Una Massa …di licenziose

Dopo che, per anni, i vari filmetti si quart’ordine hanno giocato sull’immagine dell’insegnante provocante che si presentava in classe in guêpière facendo sbavare Alvaro Vitali e tutti gli pseudo attori che si sono cimentati nel ruolo, adesso il registro cambia.
Basta insegnanti che di fatto condannano alla cecità schiere di adolescenti dediti all’onanismo più sfrenato. Basta professoresse che massacrano colleghi alimentando tempeste ormonali che complice l’età rischiano, anche, di risultare fatali.
Basta con educatrici che si fanno palpeggiare e riprendere il lato B ,salvo poi, incazzarsi quando finiscono su You Tube .
Siamo o non siamo nell’era Gelmini con un scuola modello di anni venti , fatta di alunni tutti “in fila per tre “ come cantava Bennato ?
Siamo o non siamo nella scuola dei “lindi grembiulini” che , come dimostrano tutte le teorie pedagogiche più avanzate nonché approfonditi studi scientifici ,da soli ,fanno crescere il livello intellettuale dei fanciulli ?
Pur essendo in quest’era , evidentemente e inspiegabilmente , un che di pruriginoso la scuola lo alimenta sempre . Ed allora ecco comparire un’altra figura che va ad affiancarsi a quelle che alcuni cineasti di serie C2 per anni ci hanno propinato . La madre di famiglia svergognata che accompagna i figli nascondendo a malapena le pudenda. A fornire questo ghiottissimo scoop è il quotidiano di proprietà del Presdelcons. Pare , infatti , a detta del succitato foglio (online) che all’ingresso di una scuola di Massa (presumiamo Carrara ma potrebbe essere Lombarda, Marina , Lubrense , Fiscaglia , Martana ecc. ) sia stato affisso un comunicato in cui , i religiosi che gestiscono la scuola, rammentano alle genitrici che “…alcuni modi di vestire rischiano di superare il limite del buon gusto e creare disturbo ed imbarazzo nell’ambito di una vita comunitaria.” Cosa c’entri la foto che accompagna l’articolo, dove una avvenente fanciulla scollacciata traccia dei segni incomprensibili su una lavagna, non è molto chiaro , visto che parliamo di madri di famiglia , le quali , notoriamente , non entrano in classe a divulgare il sapere . Ma non importa , forse il Capo non ha avvertito i suoi redattori delle idee di tal Maristella Gelmini e costoro non sanno che già una maestra basta e avanza ed pertanto categoricamente escluso che le mamme possano entrare in classe a svolgere la funzione docente. Ma torniamo all’argomento iniziale , come caspita si vestiranno le madri in questa non meglio identificata Massa? Se lo chiede l’autore dell’articolo ma , adesso, ce lo chiediamo anche noi. Ciò che però troviamo maggiormente preoccupante non è tanto la lunghezza delle gonne o la trasparenza delle camicette bensì i risvolti pericolosi di questa abitudine . Lo sapranno, infatti, le disinibite genitrici che (viste le ordinanze di alcuni sindaci) possono rischiare di essere scambiate per adescatrici e tradotte al commissariato? Vadano poi a dirgli che il bambino lo volevano portare a scuola e non serviva a coprire la loro attività di meretrice. E al marito cosa gli diranno quando se ne uscirà con la fatidica frase : “ Cazzo io a lavorare come un pirla! E tu in giro a fare la troia! “ ma soprattutto come si porranno di fronte all’inevitabile quesito : “ … e i soldi che guadagni dove vanno a finire? “
E’ , come si suol dire un … bel casino … oops! … volevo dire: un bel pasticcio, da spiegare.
E allora rivolgiamo un appello a tutte le mamme dei paesi che hanno nel loro nome il termine Massa e che complice, magari, la bella stagione hanno deciso di condividere con la collettività le loro grazie ... Basta , signore, tornate in voi . Noi apprezziamo il gesto . Ci fa piacere sapere che esistono ancora persone disposte a non celare nel solo talamo nuziale le proprie virtù . Ma purtroppo siamo in paese di merda e se le TV del Presdelcons possono tranquillamente trasmettere scene di sesso e di violenza anche in orari in cui non sarebbe permesso , non dovete pensare che , di conseguenza , anche voi siete legittimate a mostrare qualche centimetro di coscia in più . Non è così ! Questo non è più il paese in cui : “la legge è uguale per tutti “ . Come già detto più volte, è il paese del Marchese del Grillo dove la regola è : “Io so’ io e voi nun siete un cazzo!”

sabato 27 settembre 2008

Come ti faccio a pezzi la CGIL



Accolte da un silenzio fragoroso si stanno svolgendo in tutta Italia le iniziative della CGIL "per dire al governo di svegliarsi, di darsi una mossa, affrontando i problemi di chi perde il posto di lavoro, dei redditi da lavoro dipendente, che sono sempre più bassi e che pagano sempre più tasse, e dei pensionati e anziani a cui nessuno più pensa" (Guglielmo Epifani) . E in un paese normale il fatto che migliaia di persone scendano in piazza per questi motivi farebbero comunque notizia meritandosi quantomeno qualche annotazione da parte dei media . Ma il nostro si sa non è un paese normale. Innanzitutto per il fatto che i media sono nelle mani di chi governa ed in secondo luogo perché, ultimamente, anche i cosiddetti giornali non ancora omologati sembrano impegnati in un dibattito assai più interessante: ovvero come ti faccio a pezzi il maggior sindacato italiano. A partire dalla vicenda Alitalia , pare di capire che, per la stampa nostrana se non esiste almeno una piccola possibilità di tirare due palate di fango addosso alla CGIL la questione non è degna di essere trattata. Eppure, anche in una vicenda complessa come quella della ex compagnia di bandiera, chiunque abbia avuto un minimo di esperienza sindacale non può negare che, se c’è stato un sindacato che ha agito con onestà intellettuale e , soprattutto, rispetto delle basilari regole democratiche nei confronti di tutti i lavoratori , questo sia proprio il sindacato che fa capo a Epifani. Per farla breve : se nell’azienda in cui lavorate domattina arrivasse un sindacalista che ha una percentuale di iscritti che copre una parte decisamente minoritaria di dipendenti e mettesse sul tavolo un accordo sottoscritto con l’azienda , senza aver sentito il vostro parere , secondo voi cosa succederebbe? Come minimo questo sindacalista se ne va fuori a calci nel culo nel giro di dieci minuti. E siccome questo elementare concetto vale sia nelle aziende che nelle redazioni dei giornali (non parlo naturalmente di quelli pagati dal Predelcons per le ragioni che tutti comprendono ) come mai nessuno ha pensato, mentre scriveva di mettersi per un attimo dalla parte dei dipendenti Alitalia o dalla parte della CGIL ? Magari avremmo letto qualche articolo del cazzo in meno e la categoria dei giornalisti ( oltre ad aver svolto con più dignità il proprio compito) avrebbe aiutato molti a farsi un’opinione meno distorta rispetto a come funzionano due questioni elementare , ma essenziali, quali la democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro.
P.S. rispetto a questa vicenda ha fatto eccezione solo L’Unità . Ma in quanto noto covo di comunisti non fa testo.

mercoledì 24 settembre 2008

Pane al pane vino al vino… e schiaffi agli scemi

Ha destato curiosità , al punto da essere pubblicata da diversi organi di stampa , la lettera che un cosiddetto imprenditore ha scritto al sindacato , reo di aver chiesto un incontro per chiarire alcune questioni organizzative . L’individuo con un linguaggio con il quale si trova molto a suo agio ha mandato sonoramente affanculo le organizzazioni sindacali , minacciandole di , tra l’altro di sputare loro in faccia e ribadendo il concetto che : “ l’azienda è mia è comando io e basta…”. Il testo integrale per chi volesse approfondire tutta la vicende ivi comprese le virtù dialettiche del padrone in questione lo trovate qui : http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=''Fanculo%20voi%20e%20il%20sindacato''%20Caso%20eclatante%20a%20Salerno&idSezione=868
Dove sia lo scandalo o la novità in questa vicenda francamente mi sfugge. In fondo questo individuo non ha fatto altro che esprimere pubblicamente la sua opinione sul sindacato , opinione, che credo, sia condivisa da svariate migliaia di padroncini , e non, in tutta Italia. Certo forse , lo ha espresso con un linguaggio assai poco forbito , ma ognuno parla come può e come riesce . Quello che conta è il concetto e questo, oltre ad essere molto chiaro, in fondo è il medesimo che tutte le sera ci sentiamo ripetere dal Presdelcons e dai vari chicchitti, taradasci , emilifedi e compagnia cantando. L’unica cosa che muta sono i termini leggermente più forbiti . E allora se questo individuo per aver detto quello che pensa del sindacato è stato espulso da Confindustria a quando il piacere di sentire la “sciura Emma “ (Marcegaglia) cacciare il Presdelcons dall’organizzazione imprenditoriale che presiede?
PS. A beneficio dei fascistelli che frequentano il blog, nonostante l’avvertimento a sinistra sotto il titolo, il post è pervaso da un’ironia che malgrado i vostri sforzi non riuscirete a cogliere . Accontentatevi di sapere che c’è.