domenica 21 giugno 2009

Consigli per il voto

Il presidente dei senatori Maurizio Gasparri andrà al seggio di via Vittorio Emanuele a Roma, non distante da piazza Navona, è voterà sì.

Vi basta per capire cosa bisogna votare sui referendum?

sabato 20 giugno 2009


E' mai possibile porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane?

Se lo chiedeva Carlo Martello nella celebre interpretazione di De Andrè e ce lo chiediamo noi tutti ancor’oggi . O meglio se lo chiedono gli eversori , i complottasti, i facinorosi, e tutti quelli che hanno deciso di non ammassare la propria materia grigia in un capannone di proprietà del presdelcons.
Guardiamo ai fatti in maniera oggettiva.
Da mesi attraverso foto , interviste , scoop di varia natura viene a galla che intorno ad una delle più alte cariche dello Stato ronzano , come mosche sulla m…armellata una pletora di zoccole, aspiranti tali, procacciatori delle stesse, amici dei procacciatori delle stesse , e su ,su, su, nella scala fino all’utilizzatore finale ( Ghedini dixit) ed i suoi amici ( quelli del Club di Topolanek).
Una spiegazione potrebbe essere che, come tutti gli uomini famosi , il “nostro” sia avvicinato suo malgrado , da malintenzionati che pensano di sfruttarne la vicinanza per trarre un vantaggio personale . E va bene , non sarebbe il primo sprovveduto e nemmeno l’ultimo a incappare in questo tranello. Altri hanno sostenuto, in migliaia di casi , che le loro foto in compagnia di personaggi compromettenti erano state scattate a loro insaputa o senza che fossero a conoscenza delle losche attività di chi gli sorrideva accanto nell’istantanea. Non siamo molto pratici di processi e di aule giudiziarie ma pensiamo che sia una delle tesi difensive più utilizzate in Italia e addirittura più conosciuta della pur celeberrima battuta di Sordi “ Vostro Onore a me mi ha rovinato la guerra!”
Ma se così fosse, le chiavi per accedere a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli e realizzare il loro squallidi piani , queste persone come le hanno ottenute? Le hanno forse rubate mentre il portinaio dormiva?
E se pure questa improbabile ipotesi fosse avvallata dai fatti, come mai la quarta carica dello Stato ( una di quelle che non si possono processare, mica cazzi!...) sembra tutt’altro che meravigliato o adirato della presenza di questi soggetti sconosciuti ?
Sarà forse per via della sua leggendaria bontà d’animo nonché per l’incapacità congenita di pensare che qualcheduno possa abusare del suo gran cuore che ha permesso che dei loschi figuri si intrufolassero nel suo entourage?
Ecco! Una prima chiave di lettura potrebbe essere proprio questa. L’eccessiva bontà d’animo che fa apparire il nostro come il protagonista della favola di Cappuccetto Rosso. Ce lo immaginiamo, lui di rosso vestito, di fronte ad un lupo cammuffato da nonna che sta a sfrucugliare su questioni quali :
Nonna, che orecchie grosse che hai ! - Per sentirti meglio.
Nonna, che occhi grossi che hai ! - Per vederti meglio ecc.
Improbabile ? Decisamente !
Allora in attesa che il protagonista decida di rispondere alle domande alle quali (Udite! Udite! anche l’Avvenire lo chiede) tutti si aspettano risposte . Facciamo due riflessioni sugli effetti che questa vicenda ha avuto nel paese.
Tutti i media , in qualche modo legati al predelcons (ossia il 95%), o hanno messo la sordina alle notizie oppure hanno fatto quadrato invocando il diritto del premier a farsi i cazzi propri . E lo hanno fatto con argomentazioni che starebbero meglio in bocca ad Ahmadinejad piuttosto che a persone che si riconoscono in un partito denominato Popolo delle Libertà. I concetti più usati sono: ll complotto di D’Alema, il già citato diritto a farsi i cazzi propri anche a spese del contribuente ( ad esempio usando gli aerei di Stato per il trasporto del materiale dal procacciatore all’utilizzatore finale) il tentativo di distinzione tra ruolo pubblico e vita privata , l’ingiuria e la minaccia tese a limitare (se non eliminare ) ogni dibattito sul caso e, ultima in ordine di tempo, la spiegazione scientifica di Feltri che ci informa che, a seguito di un cancro alla prostata, il presdelcons sarebbe impotente … e quindi tutte queste storie sono automaticamente destituite di fondamento.
Sarò per via di questi difensori e degli argomenti utilizzati che il già citato Avvenire si chiede :” … se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso…[?] ” e ce lo chiediamo pure noi.
Insomma , almeno quel vecchio porcellone yankee di Bill Clinton, portato davanti al grand yurì per molto meno , si sforzò di cavillare sulla differenza che intercorre tra un pompino ed una trombata tout cour. Quaggiù, alle nostre latitudini , nemmeno la decenza di fare il piccolo sforzo di arrampicarsi sui vetri . Ma va bene così ! Questo è il leader che una minoranza consistente di italiani ritiene li debba guidare verso un radioso futuro e che in lui si riconosce. La furbizia eletta a virtù principe, l’arroganza e la cafonaggine quali pregi indispensabili per fare strada nella vita e al culmine di tutto il disprezzo per chiunque tenti di dire che, forse, non sono questi i valori essenziali nella vita di un Uomo. E così di fronte ad un mondo sempre più allibito davanti a quanto accade in Italia ci apprestiamo ad ospitare il G8 . Immaginiamo già cosa non dirà il nostro. Lui di “G” conosce solo il “punto” ( o almeno glielo auguriamo) e l’8 è il numero di maglia di Gennaro Gattuso detto Ringhio .

domenica 14 giugno 2009

Consigli per sopravvivere

"Ci sono almeno tre esigenze generalmente avvertite: la prima è quella di radicare il partito nel territorio, la seconda è di selezionare una classe dirigente nuova, la terza riguarda la vecchia nomenclatura composta da quelli che guidarono i vari spezzoni confluiti nel Pd. I membri di quella nomenclatura non sono affatto da ostracizzare; rappresentano tuttora un deposito di esperienze, memorie, valori. Ma dovrebbero riporre ambizioni e pretese rassegnandosi ad un ruolo che resta peraltro di notevole importanza: ruolo di padri e di zii, ruolo di saggezza e incoraggiamento, non di comando e di intervento. "


Eugenio Scalfari http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/elezioni-in-europa-2/scalfari-bilancio/scalfari-bilancio.html

martedì 9 giugno 2009

Qualcuno era Democratico

Il testo di Gaber parafrasato da Cristiana Alicata
Qualcuno era democratico perché era nato a Torino.
Qualcuno era democratico perché il figlio, la sorella, il papà… la mamma no.
Qualcuno era democratico perché vedeva l’america di Obama come una promessa, la Spagna come una poesia, la democrazia come il “Paradiso Terrestre”.
Qualcuno era democratico perché si sentiva solo.
Qualcuno era democratico perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era democratico nonostante non avesse avuto un’educazione cattolica.
Qualcuno era democratico perché il degrado lo esigeva, la disoccupazione lo esigeva, la libertà di stampa lo esigeva, la dignità delle donne e delle minoranze anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era democratico perché: “La storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era democratico perché glielo avevano detto.
Qualcuno era democratico perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era democratico perché prima era comunista. E anche un pò adesso.
Qualcuno era democratico perché aveva capito che l’America di Obama andava piano ma lontano.
Qualcuno era democratico perché Scalfarotto era una brava persona.
Qualcuno era democratico perché Berlusconi non era una brava persona.
Qualcuno era democratico perché era ricco ma amava il popolo.E qualcuno lo era anche perchè era povero.
Qualcuno era democratico perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era democratico perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era democratico perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era democratico perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era democratico perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era democratico perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era democratico perché: “viva Serracchiani, Viva Civati, Viva Scalfarotto”.
Qualcuno era democratico per fare rabbia a suo figlio.
Qualcuno era democratico perché guardava sempre RAI UNO e non ne poteva più.
Qualcuno era democratico per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era democratico perché voleva uno Stato meritocratico.
Qualcuno era democratico perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era democratico perché aveva scambiato il “ricambio generazionale ” per il “Vangelo secondo Scalfarotto”.
Qualcuno era democratico perché era convinto d’avere dietro di sé le nuove generazioni.
Qualcuno era democratico perché era più democratico degli altri.
Qualcuno era democratico perché c’era il Partito Democratico.
Qualcuno era democratico nonostante ci fosse il Partito Democratico.
Qualcuno era democratico perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era democratico perché non abbiamo un vero Partito Socialista.
Qualcuno era democratico perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era democratico perché non ne poteva più di cinquant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era democratico perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, Tangentopoli, Velinopoli, depenalizzazioni varie eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era democratico perché chi era contro era democratico.
Qualcuno era democratico perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere democratico e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era democratico perché sognava una libertà diversa da quella dell’america di Bush. Qualcuno era democratico perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era democratico perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era democratico perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
Qui la versione originale di Giorgio Gaber. http://unita.it/index.php?section=news&idNotizia=85368
Una delle più belle cose mai scritte che mi sono divertita ad aggiornare.

domenica 7 giugno 2009

Oggi SI VOTA!!! Capito !!!

Sissignori oggi si deve andare a votare , e non solo perchè la Costituzione stabilisce che è un " diritto dovere " . Oggi si deve andare a votare per dare un segnale chiaro e forte ai fascisti , ai puttanieri , ai razzisti di merda e a tutto il troiaio che si portano dietro.
Quindi poche palle , Per un giorno ci si tappa il naso, la bocca e le orecchie (gli occhi no perchè altrimenti sbagliate a fare la crocetta) e si vota per il Partito Democratico o ala massimo per Sinistra e Libertà. Da domani si può ricominciare a fare i cazzoni con tutti i distinguo di merda che ci hanno ridotti in questo stato . O meglio ancora da domani la si painta di fare i cazzoni e si comincia a far capire, sul serio, a qualche cialtrone che se il 40% che li vota è tanto , il 60% che non li può più vedere, neanche in fotografia, è ancora di più.
Giù dalle brande, verginelle del tutto e subito e paraculi del senza se e senza ma . Oggi non c'è da disquisire su qualche sottigliezza del cazzo che stanotte ,tra le bianche coltri , vi è venuta alla mente . Oggi c'è da fare a cazzotti , quindi : fuori gli attributi e ... avanti a votare !

Europee, puntiamo l'ultima monetina

di Adriano Sofri
http://www.unita.it/news/speciale_europee/85394/europee_puntiamo_lultima_monetina