domenica 6 dicembre 2009

Pensare è rivoluzionario

Da un lato il governo che dice : abbiamo arrestato due boss proprio ieri e quindi siamo noi la vera antimafia.
Dall’altra Salvatore Borsellino che afferma: Lo ha messo lì la mafia
Resterebbe dunque da capire se le accuse di Spatuzza siano attendibili o meno.
Allora partiamo da un assunto ormai divenuto regola generale: Se arriva un avviso di garanzia o un’accusa al governo o a un suo sodale è giustizia ad orologeria .
Alla luce di questo paradigma perché non si può parlare digiustizia ad orologeria (ammesso che il paragone tenga … ) anche anche per la mafia?
Perché non si dovrebbe pensare che l’arresto di due latitanti (che tutti sapevano dove stavano) il giorno dopo l’accusa al leader di governo di collusione con la mafia sia anch’essa una forma di giustizia ad orologeria?
E ancora, perché non essere autorizzati a pensare che , come per ogni guerra per bande malavitose che si rispetti, il capo autorizza il “sacrificio ” di due anelli deboli della catena per salvare l’ onorabile (e eccessivamente onorato) culo di qualcuno che gli sta vicino?
E , sempre in una logica mafiosa, perché non essere autorizzati a pensare che proprio il capo davanti ad una rivoluzione generazionale non giochi tutte le sue ultime carte per mantenere il controllo della situazione ?
E ancora perché non essere autorizzati a pensare che questa sia una forma di mediazione per cui il capo molla in parte il suo potere in cambio del fatto che chi gli ha dichiarato guerra la smetta subito? Così come accade spesso nella vita , perché non pensare che chi ha avuto in mano il potere operativo fino ad ieri lasci questo ad altri “accontentandosi” di diventare una figura di spicco , ma senza poteri particolari come il PRESIDENTE di un’azienda o di un partito?
Perché non pensare ?
Perché dimenticare che , come diceva qualcuno: In tempi di omologazione anche il solo pensare è rivoluzionario ?

sabato 28 novembre 2009

I grandi quesiti esistenziali

Perché il deficiente che dagli spalti del comunale di Torino grida a Balotelli che “Un negro non può essere italiano” dev’essere sanzionato e bollato come razzista di merda ?
Semplice: perché è un razzista di merda!
E allora perché il sindaco che si inventa il White Christmas o peggio ancora, l’individuo che propone la cassa integrazione ridotta del 50% agli extracomunitari continua ad essere un parlamentare della Repubblica con uno stipendio di 14.000 euro (mal contati) al mese ?
Si attendono risposte serie (astenersi fascistelli e perditempo)

domenica 22 novembre 2009

La Lega non ti abbandona

Allora ricapitolando : Fini dice che chi afferma che gli stranieri sono diversi è uno stronzo .
A stretto giro di posta interviene Calderoli che , evidentemente , si è sentito chiamato in causa . Se per le sue note convinzioni circa gli stranieri o per via del termine “stronzo” lo lasciamo valutare a voi .Fatto sta che nel giro di qualche minuto il noto statista della Val Brembana ha rimandato un’arguta risposta del tipo : “ E’ altrettanto stronzo chi illude gli immigrati… E' infatti una stronzata illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di 'Bengodi' e che c'è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. “
In mezzo a questo raffinato dibattito da veri e propri frequentatori dell’Accademia della Crusca non ci permetteremo certo di affrontare un’ analisi linguistica o filologica della terminologia bensì di porre l’accento sulle questioni merito. Ad esempio sul fatto che in Italia manchi il lavoro per i nostri concittadini. Ma vah! Vuoi vedere che anche il fenomeno bergamasco ha cominciato a capire come vanno le cose ? Non l’avremmo mai detto ! Dov’era , in quale azione semplificatrice della nostra vita era impegnato, quando il suo amico di Arcore , già un anno fa, ci raccontava in tutti i TG che la crisi non c’era . E dov’era il “semplificator cortese” quando qualche settimana fa, sempre il solito signore brianzolo, ci informava che “…la crisi è ormai alle spalle…”
Eppure non è così difficile cogliere la contraddizione : come fa una un evento che non è mai accaduto ad essere ormai passato?
E’ una riflessione talmente semplice che, uno che ha ottenuto una laurea in medicina con specializzazione in chirurgia maxillo/facciale col voto di 110 e lode, potrebbe, o quantomeno dovrebbe, saper fare . Eppure non una parola sullo stato del paese per mesi , non una sillaba su cosa fare per rimediare al fatto che centinaia di migliaia di persone non sanno più dove sbattere a testa . Non una proposta concreta da lui e dai suoi amici padani su come ridare fiato ad un’industria che sta boccheggiando stretta tra le banche che non concedono più un credito e i mancati pagamenti dei creditori. Non una parola sui milioni di ragazzi senza lavoro e con futuro che si chiama “precarietà” . Uno stato letargico totale dal quale l’unico modo per ridestarlo dal torpore sembra essere l’utilizzo della parola “straniero” … o forse della parola “stronzo”
Ecco dunque l’urlo di battaglia del guerriero celtico che arriva puntuale ! Ma quali stranieri! Casso! Noi siamo quelli del “padroni a casa nostra! ” . ( avrà notato l’avveduto lettore come cambi il termine “padroni” sostituendo semplicemente la O di Otranto con la con la I di Imola ) .
E allora , mentre una folata di ponentino romano fa svolazzare il mucchietto di biglietti da 100 Euro che Roma ladrona gli infila, a forza, nel portafoglio sottraendoli dalle nostre buste paga esplode tutta la sacra rabbia padana nei confronti dei degenerati che osano mettere sullo stesso piano chi si nutre di polenta e chi di cous cous . A questo punto un altro confine è tracciato con la chiarezza del solco nella sacra terra bagnata dal Po. Immaginiamo, a questo punto , come sarà felice l’ elettore leghista di essere padrone in casa sua con in tasca la lettera di licenziamento che la multinazionale o il “sciur Brambilla” gli hanno recapitato a casa . Una bella consolazione , davanti alla sede INPS per la domanda di disoccupazione, condividere ,con quelli che fanno la fila con lui, il fatto che “Hai sentito il Calderoli come gliele ha cantate al Fini? Perché ci ha ragione ! Casso! Basta con questi stranieri che ci vengono a rubare il lavoro a noi ! Porca bestia! Oh … a proposito, te con questi 800 euro al mese che ci daranno come casso fai a pagare il mutuo?”

domenica 15 novembre 2009

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO

mercoledì 4 novembre 2009

Caro Bersani non svegliare Diliberto

Bersani, ti prego in ginocchio, Diliberto no. Sta tanto bene dove sta, lascialo nel congelatore. Non ritirare fuori i fantasmi, le mummie sovietiche. Bersani, questo è un grido di dolore vero e proprio. La più grande carità che si può fare ai morti è di non resuscitarli. La sinistra ha passato la vita a suicidarsi, ti prego interrompi questa vocazione autodistruttiva del nostro partito. Diliberto, ti rendi conto? Quello che odia Fellini e ama le barzellette di Pierino e i film carta igienica, che vuole portare la salma di Lenin a Roma, che invece di Padre Pio, sul cruscotto della macchina ha incollato l’immaginetta di Stalin.Bersani, no. Risparmiaci questa pena. È vero che quanto non ci uccide ci rende più forti, ma non spingere oltre quel pedale, perché è dimostrato che nei casi gravi bisogna lasciar perdere l’omeopatia e ricorrere velocemente agli antibiotici. Con Diliberto abbiamo già dato tutto quello che avevamo, abbiamo svuotato il cassetto dei ricordi. Ti prego. D’altronde lo sai che Diliberto non ti serve a niente, nemmeno a smaltare di vecchie gloriose utopie la politica di oggi, che sai benissimo essere costosa, e se è costosa vuol dire che ha bisogno di soldi da trovare in giro. E tu lo sai benissimo. Diliberto ha le tasche vuote e si ubriaca in un’osteria degli anni Sessanta. Cosa ha da darti? Ma dove vivi Bersani, che ci fai con Diliberto? Guarda che il mondo è andato da un’altra parte, e non da ieri.Diliberto no. Rischi di restare imbrigliato nelle ragnatele. Parlane con il tuo pantocratore D’Alema, ti dirà le stesse cose. Ti dirà che è passata molta acqua sotto i ponti e che Renato Zero ha già fatto il suo tempo. Figurati Diliberto.Non oso pensare a Pecoraro Scanio. Spero che tu non sia riuscito a trovare il suo numero telefonico, che per fortuna nessuno più compone. In questo caso mi metto in ginocchio davanti a te con pietoso atteggiamento per chiederti di pensare ad altro, magari ai tortellini bolognesi. Distraiti Bersani, che il nome di Pecoraro Scanio non sfiori le tue trombe di Eustachio.Non guardarti troppo intorno. Lo stesso Bertinotti, buttato a mare da Vespa dopo che ha fatto per anni, insieme all’inane Sansonetti, propaganda pro Berlusconi, non porta ormai granché alla tua causa. Senza kashmir Bertinotti è come Sansone senza capelli. È anche lui, come direbbe il Belli, cadavere di morto.Bersani: dicci che sei con noi. Credici. Dicci che il passato ti fa schifo, che vuoi ben altro. Prova a farci sognare. Il Pd voleva essere questo, non certo il riciclaggio delle cose vecchie e il risveglio degli zombie come Diliberto. Bersani, io sono con te, dal fondo della periferia politica. Conta anche su chi non ti ha votato, ma non offrirci yogurt scaduti. Diliberto no, ti prego in ginocchio. Diliberto no. È come tornare all’Italia delle cambiali e delle radio con l’occhio magico.

domenica 1 novembre 2009

La preghiera del cardinale e quella di un laico

Sento viva gratitudine per il cardinale Carlo Maria Martini, per i suoi pensieri, per l'esempio che dà ed anche per l'amicizia che mi ha dimostrato. Infine per l'ultimo suo libro, "Meditazioni sulla preghiera" che tra pochi giorni sarà nelle librerie e di cui l'editore Mondadori ci ha autorizzato a pubblicare un'anticipazione, uscita ieri sul nostro giornale. Stavo cercando un argomento del quale scrivere per i miei lettori della domenica e i pensieri mi si arruffavano mentre mi cresceva dentro un forte disagio. Il caso Marrazzo? L'omicidio dello sventurato Stefano Cucchi, ucciso a bastonate mentre era affidato ai carabinieri e alla polizia penitenziaria? Lo spettro della disoccupazione che avanza in Europa e nel mondo? La possibilità che D'Alema sia nominato ministro degli Esteri dell'Unione europea e Tremonti presidente dell'Eurogruppo oppure che entrambi restino dove sono? Infine lo stato miserevole della seconda Repubblica, avviata ormai verso un'agonia dalla quale difficilmente potrà salvarsi? Mi sentivo stanco di visitare e rivisitare problemi importanti ma ripetitivi, che per di più dimostrano un tale stato di degradazione da esser diventati ripugnanti per ragioni estetiche prima che ancora morali e politiche. Sicché mi sono assai confortato leggendo la prosa del cardinale. Ho pensato di cogliere l'occasione che il suo scritto mi offriva e intervenire anch'io sullo stesso argomento. Penso che i miei lettori ne saranno contenti. Il tema del cardinale riguarda la preghiera dei vecchi. Detto in altro modo - e lui stesso ne fa menzione - si tratta d'una meditazione sulla morte da parte di chi, pur in buona salute, la vede approssimarsi incalzata dal calendario.
Martini è profondamente religioso, ad un punto tale da potere e volere colloquiare anche con i non credenti e mettere in comune esperienze così disparate. Io sono per l'appunto uno di quelli e meditare assieme a lui mi ha dato grandissima pace tutte le volte che tra noi è accaduto. Gli anni continuano a passare e l'esperienza di quei pensieri aumenta. Ci si sente come sentinelle avanzate su un terreno incognito. Si assiste, sempre più dolenti e partecipi, alla scomparsa di tanti amici. Ci si allontana dal mondo e lo si vede più distintamente: la vista migliora con la lontananza; lo diceva Goethe e lo disse prima di lui Montaigne. Perciò può essere utile a noi stessi e a tutte le persone consapevoli meditare insieme su un tema così presente alla coscienza. La morte, diceva Montaigne con il suo sobrio linguaggio, è il fatto più rimarchevole della nostra vita. Bisogna pregare. Bisogna pensare. Il cardinale cita Qoelet in uno splendido suo passo pieno di sapienza e di bellezza poetica. Io citerò ancora l'autore degli "Essais" quando diceva che bisogna portare il pensiero della morte come i signori dell'epoca sua portavano il falcone sulla spalla per abituare se stessi e l'uccello cacciatore a vivere insieme e prender dimestichezza l'uno dell'altro. Chi non crede in un altro mondo sa che in quel certo momento tutto si concluderà; non teme l'inferno e non spera in un paradiso. Non si aspetta premi né castighi. La preghiera non saprebbe a chi rivolgerla. Può solo augurarsi d'esser ricordato da chi lo ha amato: una sopravvivenza breve, che avrà se se lo sarà meritato. Sa anche, chi non crede, che la vita è priva di senso se il senso consiste nell'avere un fine che sorpassa il nostro transito terreno. E dunque: una vita che non ha ulteriore sopravvivenza e naturalmente senza senso alcuno perché capricciosamente finisce lasciando una traccia che si cancellerà nel giro di pochi mesi o di qualche anno in memorie altrimenti affaccendate: ebbene una vita così desertificata di infinità dovrebbe essere disperata nel veder avanzare la Donna oscura che verrà a prendersela. Può esser serena, pacificata, confortata, una vita priva di fede? Avrà avuto un senso? Quale? * * * "Laudato sì mi Signore / per sora nostra Morte corporale" scrisse Francesco nel suo Cantico. Socrate, mentre sentiva che il gelo della cicuta gli stava salendo dalle gambe al cuore, disse ai suoi allievi di sacrificare un gallo ad Esculapio perché così voleva il rito, e si coprì la testa con un lembo del mantello. Pascal morì sognando d'essere in comune con i poveri e i derelitti. Rilke, in una pagina terribilmente splendida dei suoi "Quaderni" racconta la morte di suo nonno, il Ciambellano. La Morte gridò per otto settimane dentro quel corpo, ma non era lui che gridava, era la Morte finché non uscì fuori da lui. Benedetto Croce morì leggendo e leggeva sapendo che Lei stava arrivando. Si può anche esser disperati con la fede nel cuore e non esserlo senza alcuna fede, con il falcone sulla spalla che ti è diventato amico. * * * Io sento da tempo che noi, come tutte le specie e gli individui viventi che le compongono, siamo forme che la natura incessantemente crea e disfa per far posto ad altre. Senza alcun disegno che non sia la vita. È legge di ogni forma di realizzare al massimo le capacità di cui dispone. Le forme viventi non sono mai statiche ma dinamiche e ciò è vero perfino nelle forme apparentemente non viventi, è vero per gli atomi e per le particelle elementari della meccanica quantistica. È vero per ogni energia perché ogni energia è dinamica. Non si tratta di fede ma di scienza sperimentale. Il senso sta in questo, sta in un eterno divenire. Ogni forma ha la propria legge e diviene secondo quella legge. Noi, nella nostra forma umana, siamo animati dal sentimento dell'amore, dal desiderio del potere e dalla coscienza morale. Le nostre vite individuali combinano come possono e sanno questi elementi e questo è il senso del nostro vissuto, queste sono le stelle che orientano il nostro viaggio. Non dico viaggio terreno ma soltanto viaggio perché non ne conosciamo altri. Possiamo certamente immaginarli se ci consola immaginarli. * * * La vecchiaia restringe la nostra vitalità, limita le capacità del corpo e concentra quelle delle mente. In alcuni il desiderio del potere soverchia gli altri. È patetico vedere come alcuni vecchi restino aggrappati al potere, la loro zattera di salvataggio che non li porterà ad alcuna salvezza, la loro rabbia nel vederselo strappato brano a brano, la solitudine del loro io denudato giorno per giorno dagli orpelli dei quali l'avevano rivestito. Altri si effondono nell'amore. Non dico nell'erotismo, dico amore. Amore per gli altri e per quelli a loro più prossimi, quelli dai quali hanno ricevuto amore e ai quali l'hanno restituito. Quando questo avviene, l'io non è solo, non è denudato, non è disperato, anzi è più ampio e più ricco. Non ha nessun bisogno di chiamarsi e di sentirsi io ma si sente noi e quella è la sua ricchezza. Oggi è il giorno di tutti i santi, ma non ci sono santi laici, ci sono soltanto anime amorose che lasciano lungo la strada il pomposo mantello dell'egoismo e indossano quello della compassione con il quale ricoprono sé e gli altri. Lei, carissimo cardinale Martini, ha un amplissimo mantello di compassione, di passione per gli altri. Col suo mantello ricopre anche me talvolta come il mio può ricoprire anche lei. Per questo la Nera Signora non ci spaventa. È per questo sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all'amore del prossimo. A lei lo invia il suo Dio e il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazareth o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l'amore prevalse sul potere.

Eugenio Scalfari da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-1-novembre/scalfari-1-novembre.html
Eugenio ci hai rotto il cazzo . Ma è possibile che tutte le buone idee te le pigli tu ,un minuto prima che ci arriviamo noi ?
Sarà pur vero che tu sei un grande giornalista e noi degli imbrattacarte, o se preferisci dei pasticcioni online , ma le argomentazioni del tuo articolo sono le stesse su cui ci arrovelliamo mentalmente da giorni . Come si può trovare un argomento che non sia legato in qualche modo allo schifo di queste settimane ? Tu hai avuto l'opportunità di leggere il libro del Cardinale e ci offri questa opportunità di riflessione. Te ne siamo grati e , per quel poco che può valere , ti pubblichiamo volentieri.

domenica 25 ottobre 2009

Bersani, "Le primarie hanno risvegliato la nostra gente"

"Credo che le Primarie abbiano risvegliato la nostra gente e consolidato la convinzione che noi siamo la normalità. In tutti i Paesi democratici ci sono partiti che discutono, in trasparenza, sul proprio futuro e sui propri vertici; solo noi abbiamo un partito con un padrone, ma è quella l'eccezione, noi siamo la regola, non facciamo i congressi per risolvere le nostre 'beghe', ma perchè pensiamo che nei partiti deve regnare la democrazia ed il confronto". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd.