domenica 3 gennaio 2010

imbecilli e mignotte

"Stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla. La riforma della Costituzione non dovrà riguardare solo la seconda parte della Carta ma anche la prima. A partire dall’articolo 1"


Renato Brunetta, ministro, 2 gennaio 2010

Bene! Proponiamo che il nuovo articolo 1 della Costituzione preveda che imbecilli e mignotte non possano ricoprire incarichi ministeriali

giovedì 24 dicembre 2009

Un Natale all’insegna dei valori cristiani

"Posso confermare che i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell'azione del governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale".
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/berlusconi-varie-4/lettera-papa/lettera-papa.html
E’ con queste belle parole di pace e di speranza per il futuro che facciamo i nostri migliori auguri :
A tutti i migranti che appena toccano il nostro suolo sono già imputati del reato di clandestinità.
A tutte le escort che si sono avvicendate sotto le coltri dei più svariati vari letti romani.
A tutti i Rom sfollati e additati a delinquenti “ a prescindere”.
A tutti i gay e le lesbiche costretti a tenere nascosti i loro sentimenti per non essere aggrediti e umiliati grazie al clima che si è costruito loro intorno.
A tutti i giornalisti che solo perché fanno il loro lavoro “senza legare l’asino dove dice il padrone” sono accusati di fomentare odio .
A tutte le veline che per le loro evidenti doti “intellettuali” sperano che il 2010 porti loro un posto da Ministro o almeno da sottosegretario.
A tutti i lavoratori cassintegrati e licenziati i quali si consolino sapendo che: la crisi un anno fa non c’era e adesso è alle spalle…
Agli evasori fiscali che grazie allo “scudo ” passeranno un Natale molto più grasso e felice … in culo a tutti noi che paghiamo le tasse anche per loro.
A tutti i Magistrati che pensano ancora che fare il loro lavoro onestamente significhi applicare il concetto per cui “la legge è uguale per tutti”.
A quel “comunista” di Napolitano e alla Signora di nome Rosy Bindi.
A tutti quelli che usano il web per dire la loro … almeno finchè potranno ancora farlo
E infine “the last but not the least” a tutti quei “coglioni” che “devono morire ammazzati” perché non votano il Popolo della Liberta (vigilata)

venerdì 11 dicembre 2009

Cancelliere metta a verbale !

Graviano smentisce Spatuzza e nega di aver mai conosciuto Dell'Utri.
Berlusconi: 'Siamo alle comiche'
Cancelliere: " metta a verbale che non ci crede neppure lui "

domenica 6 dicembre 2009

Pensare è rivoluzionario

Da un lato il governo che dice : abbiamo arrestato due boss proprio ieri e quindi siamo noi la vera antimafia.
Dall’altra Salvatore Borsellino che afferma: Lo ha messo lì la mafia
Resterebbe dunque da capire se le accuse di Spatuzza siano attendibili o meno.
Allora partiamo da un assunto ormai divenuto regola generale: Se arriva un avviso di garanzia o un’accusa al governo o a un suo sodale è giustizia ad orologeria .
Alla luce di questo paradigma perché non si può parlare digiustizia ad orologeria (ammesso che il paragone tenga … ) anche anche per la mafia?
Perché non si dovrebbe pensare che l’arresto di due latitanti (che tutti sapevano dove stavano) il giorno dopo l’accusa al leader di governo di collusione con la mafia sia anch’essa una forma di giustizia ad orologeria?
E ancora, perché non essere autorizzati a pensare che , come per ogni guerra per bande malavitose che si rispetti, il capo autorizza il “sacrificio ” di due anelli deboli della catena per salvare l’ onorabile (e eccessivamente onorato) culo di qualcuno che gli sta vicino?
E , sempre in una logica mafiosa, perché non essere autorizzati a pensare che proprio il capo davanti ad una rivoluzione generazionale non giochi tutte le sue ultime carte per mantenere il controllo della situazione ?
E ancora perché non essere autorizzati a pensare che questa sia una forma di mediazione per cui il capo molla in parte il suo potere in cambio del fatto che chi gli ha dichiarato guerra la smetta subito? Così come accade spesso nella vita , perché non pensare che chi ha avuto in mano il potere operativo fino ad ieri lasci questo ad altri “accontentandosi” di diventare una figura di spicco , ma senza poteri particolari come il PRESIDENTE di un’azienda o di un partito?
Perché non pensare ?
Perché dimenticare che , come diceva qualcuno: In tempi di omologazione anche il solo pensare è rivoluzionario ?

sabato 28 novembre 2009

I grandi quesiti esistenziali

Perché il deficiente che dagli spalti del comunale di Torino grida a Balotelli che “Un negro non può essere italiano” dev’essere sanzionato e bollato come razzista di merda ?
Semplice: perché è un razzista di merda!
E allora perché il sindaco che si inventa il White Christmas o peggio ancora, l’individuo che propone la cassa integrazione ridotta del 50% agli extracomunitari continua ad essere un parlamentare della Repubblica con uno stipendio di 14.000 euro (mal contati) al mese ?
Si attendono risposte serie (astenersi fascistelli e perditempo)

domenica 22 novembre 2009

La Lega non ti abbandona

Allora ricapitolando : Fini dice che chi afferma che gli stranieri sono diversi è uno stronzo .
A stretto giro di posta interviene Calderoli che , evidentemente , si è sentito chiamato in causa . Se per le sue note convinzioni circa gli stranieri o per via del termine “stronzo” lo lasciamo valutare a voi .Fatto sta che nel giro di qualche minuto il noto statista della Val Brembana ha rimandato un’arguta risposta del tipo : “ E’ altrettanto stronzo chi illude gli immigrati… E' infatti una stronzata illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di 'Bengodi' e che c'è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. “
In mezzo a questo raffinato dibattito da veri e propri frequentatori dell’Accademia della Crusca non ci permetteremo certo di affrontare un’ analisi linguistica o filologica della terminologia bensì di porre l’accento sulle questioni merito. Ad esempio sul fatto che in Italia manchi il lavoro per i nostri concittadini. Ma vah! Vuoi vedere che anche il fenomeno bergamasco ha cominciato a capire come vanno le cose ? Non l’avremmo mai detto ! Dov’era , in quale azione semplificatrice della nostra vita era impegnato, quando il suo amico di Arcore , già un anno fa, ci raccontava in tutti i TG che la crisi non c’era . E dov’era il “semplificator cortese” quando qualche settimana fa, sempre il solito signore brianzolo, ci informava che “…la crisi è ormai alle spalle…”
Eppure non è così difficile cogliere la contraddizione : come fa una un evento che non è mai accaduto ad essere ormai passato?
E’ una riflessione talmente semplice che, uno che ha ottenuto una laurea in medicina con specializzazione in chirurgia maxillo/facciale col voto di 110 e lode, potrebbe, o quantomeno dovrebbe, saper fare . Eppure non una parola sullo stato del paese per mesi , non una sillaba su cosa fare per rimediare al fatto che centinaia di migliaia di persone non sanno più dove sbattere a testa . Non una proposta concreta da lui e dai suoi amici padani su come ridare fiato ad un’industria che sta boccheggiando stretta tra le banche che non concedono più un credito e i mancati pagamenti dei creditori. Non una parola sui milioni di ragazzi senza lavoro e con futuro che si chiama “precarietà” . Uno stato letargico totale dal quale l’unico modo per ridestarlo dal torpore sembra essere l’utilizzo della parola “straniero” … o forse della parola “stronzo”
Ecco dunque l’urlo di battaglia del guerriero celtico che arriva puntuale ! Ma quali stranieri! Casso! Noi siamo quelli del “padroni a casa nostra! ” . ( avrà notato l’avveduto lettore come cambi il termine “padroni” sostituendo semplicemente la O di Otranto con la con la I di Imola ) .
E allora , mentre una folata di ponentino romano fa svolazzare il mucchietto di biglietti da 100 Euro che Roma ladrona gli infila, a forza, nel portafoglio sottraendoli dalle nostre buste paga esplode tutta la sacra rabbia padana nei confronti dei degenerati che osano mettere sullo stesso piano chi si nutre di polenta e chi di cous cous . A questo punto un altro confine è tracciato con la chiarezza del solco nella sacra terra bagnata dal Po. Immaginiamo, a questo punto , come sarà felice l’ elettore leghista di essere padrone in casa sua con in tasca la lettera di licenziamento che la multinazionale o il “sciur Brambilla” gli hanno recapitato a casa . Una bella consolazione , davanti alla sede INPS per la domanda di disoccupazione, condividere ,con quelli che fanno la fila con lui, il fatto che “Hai sentito il Calderoli come gliele ha cantate al Fini? Perché ci ha ragione ! Casso! Basta con questi stranieri che ci vengono a rubare il lavoro a noi ! Porca bestia! Oh … a proposito, te con questi 800 euro al mese che ci daranno come casso fai a pagare il mutuo?”

domenica 15 novembre 2009

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO