mercoledì 4 novembre 2009

Caro Bersani non svegliare Diliberto

Bersani, ti prego in ginocchio, Diliberto no. Sta tanto bene dove sta, lascialo nel congelatore. Non ritirare fuori i fantasmi, le mummie sovietiche. Bersani, questo è un grido di dolore vero e proprio. La più grande carità che si può fare ai morti è di non resuscitarli. La sinistra ha passato la vita a suicidarsi, ti prego interrompi questa vocazione autodistruttiva del nostro partito. Diliberto, ti rendi conto? Quello che odia Fellini e ama le barzellette di Pierino e i film carta igienica, che vuole portare la salma di Lenin a Roma, che invece di Padre Pio, sul cruscotto della macchina ha incollato l’immaginetta di Stalin.Bersani, no. Risparmiaci questa pena. È vero che quanto non ci uccide ci rende più forti, ma non spingere oltre quel pedale, perché è dimostrato che nei casi gravi bisogna lasciar perdere l’omeopatia e ricorrere velocemente agli antibiotici. Con Diliberto abbiamo già dato tutto quello che avevamo, abbiamo svuotato il cassetto dei ricordi. Ti prego. D’altronde lo sai che Diliberto non ti serve a niente, nemmeno a smaltare di vecchie gloriose utopie la politica di oggi, che sai benissimo essere costosa, e se è costosa vuol dire che ha bisogno di soldi da trovare in giro. E tu lo sai benissimo. Diliberto ha le tasche vuote e si ubriaca in un’osteria degli anni Sessanta. Cosa ha da darti? Ma dove vivi Bersani, che ci fai con Diliberto? Guarda che il mondo è andato da un’altra parte, e non da ieri.Diliberto no. Rischi di restare imbrigliato nelle ragnatele. Parlane con il tuo pantocratore D’Alema, ti dirà le stesse cose. Ti dirà che è passata molta acqua sotto i ponti e che Renato Zero ha già fatto il suo tempo. Figurati Diliberto.Non oso pensare a Pecoraro Scanio. Spero che tu non sia riuscito a trovare il suo numero telefonico, che per fortuna nessuno più compone. In questo caso mi metto in ginocchio davanti a te con pietoso atteggiamento per chiederti di pensare ad altro, magari ai tortellini bolognesi. Distraiti Bersani, che il nome di Pecoraro Scanio non sfiori le tue trombe di Eustachio.Non guardarti troppo intorno. Lo stesso Bertinotti, buttato a mare da Vespa dopo che ha fatto per anni, insieme all’inane Sansonetti, propaganda pro Berlusconi, non porta ormai granché alla tua causa. Senza kashmir Bertinotti è come Sansone senza capelli. È anche lui, come direbbe il Belli, cadavere di morto.Bersani: dicci che sei con noi. Credici. Dicci che il passato ti fa schifo, che vuoi ben altro. Prova a farci sognare. Il Pd voleva essere questo, non certo il riciclaggio delle cose vecchie e il risveglio degli zombie come Diliberto. Bersani, io sono con te, dal fondo della periferia politica. Conta anche su chi non ti ha votato, ma non offrirci yogurt scaduti. Diliberto no, ti prego in ginocchio. Diliberto no. È come tornare all’Italia delle cambiali e delle radio con l’occhio magico.

domenica 1 novembre 2009

La preghiera del cardinale e quella di un laico

Sento viva gratitudine per il cardinale Carlo Maria Martini, per i suoi pensieri, per l'esempio che dà ed anche per l'amicizia che mi ha dimostrato. Infine per l'ultimo suo libro, "Meditazioni sulla preghiera" che tra pochi giorni sarà nelle librerie e di cui l'editore Mondadori ci ha autorizzato a pubblicare un'anticipazione, uscita ieri sul nostro giornale. Stavo cercando un argomento del quale scrivere per i miei lettori della domenica e i pensieri mi si arruffavano mentre mi cresceva dentro un forte disagio. Il caso Marrazzo? L'omicidio dello sventurato Stefano Cucchi, ucciso a bastonate mentre era affidato ai carabinieri e alla polizia penitenziaria? Lo spettro della disoccupazione che avanza in Europa e nel mondo? La possibilità che D'Alema sia nominato ministro degli Esteri dell'Unione europea e Tremonti presidente dell'Eurogruppo oppure che entrambi restino dove sono? Infine lo stato miserevole della seconda Repubblica, avviata ormai verso un'agonia dalla quale difficilmente potrà salvarsi? Mi sentivo stanco di visitare e rivisitare problemi importanti ma ripetitivi, che per di più dimostrano un tale stato di degradazione da esser diventati ripugnanti per ragioni estetiche prima che ancora morali e politiche. Sicché mi sono assai confortato leggendo la prosa del cardinale. Ho pensato di cogliere l'occasione che il suo scritto mi offriva e intervenire anch'io sullo stesso argomento. Penso che i miei lettori ne saranno contenti. Il tema del cardinale riguarda la preghiera dei vecchi. Detto in altro modo - e lui stesso ne fa menzione - si tratta d'una meditazione sulla morte da parte di chi, pur in buona salute, la vede approssimarsi incalzata dal calendario.
Martini è profondamente religioso, ad un punto tale da potere e volere colloquiare anche con i non credenti e mettere in comune esperienze così disparate. Io sono per l'appunto uno di quelli e meditare assieme a lui mi ha dato grandissima pace tutte le volte che tra noi è accaduto. Gli anni continuano a passare e l'esperienza di quei pensieri aumenta. Ci si sente come sentinelle avanzate su un terreno incognito. Si assiste, sempre più dolenti e partecipi, alla scomparsa di tanti amici. Ci si allontana dal mondo e lo si vede più distintamente: la vista migliora con la lontananza; lo diceva Goethe e lo disse prima di lui Montaigne. Perciò può essere utile a noi stessi e a tutte le persone consapevoli meditare insieme su un tema così presente alla coscienza. La morte, diceva Montaigne con il suo sobrio linguaggio, è il fatto più rimarchevole della nostra vita. Bisogna pregare. Bisogna pensare. Il cardinale cita Qoelet in uno splendido suo passo pieno di sapienza e di bellezza poetica. Io citerò ancora l'autore degli "Essais" quando diceva che bisogna portare il pensiero della morte come i signori dell'epoca sua portavano il falcone sulla spalla per abituare se stessi e l'uccello cacciatore a vivere insieme e prender dimestichezza l'uno dell'altro. Chi non crede in un altro mondo sa che in quel certo momento tutto si concluderà; non teme l'inferno e non spera in un paradiso. Non si aspetta premi né castighi. La preghiera non saprebbe a chi rivolgerla. Può solo augurarsi d'esser ricordato da chi lo ha amato: una sopravvivenza breve, che avrà se se lo sarà meritato. Sa anche, chi non crede, che la vita è priva di senso se il senso consiste nell'avere un fine che sorpassa il nostro transito terreno. E dunque: una vita che non ha ulteriore sopravvivenza e naturalmente senza senso alcuno perché capricciosamente finisce lasciando una traccia che si cancellerà nel giro di pochi mesi o di qualche anno in memorie altrimenti affaccendate: ebbene una vita così desertificata di infinità dovrebbe essere disperata nel veder avanzare la Donna oscura che verrà a prendersela. Può esser serena, pacificata, confortata, una vita priva di fede? Avrà avuto un senso? Quale? * * * "Laudato sì mi Signore / per sora nostra Morte corporale" scrisse Francesco nel suo Cantico. Socrate, mentre sentiva che il gelo della cicuta gli stava salendo dalle gambe al cuore, disse ai suoi allievi di sacrificare un gallo ad Esculapio perché così voleva il rito, e si coprì la testa con un lembo del mantello. Pascal morì sognando d'essere in comune con i poveri e i derelitti. Rilke, in una pagina terribilmente splendida dei suoi "Quaderni" racconta la morte di suo nonno, il Ciambellano. La Morte gridò per otto settimane dentro quel corpo, ma non era lui che gridava, era la Morte finché non uscì fuori da lui. Benedetto Croce morì leggendo e leggeva sapendo che Lei stava arrivando. Si può anche esser disperati con la fede nel cuore e non esserlo senza alcuna fede, con il falcone sulla spalla che ti è diventato amico. * * * Io sento da tempo che noi, come tutte le specie e gli individui viventi che le compongono, siamo forme che la natura incessantemente crea e disfa per far posto ad altre. Senza alcun disegno che non sia la vita. È legge di ogni forma di realizzare al massimo le capacità di cui dispone. Le forme viventi non sono mai statiche ma dinamiche e ciò è vero perfino nelle forme apparentemente non viventi, è vero per gli atomi e per le particelle elementari della meccanica quantistica. È vero per ogni energia perché ogni energia è dinamica. Non si tratta di fede ma di scienza sperimentale. Il senso sta in questo, sta in un eterno divenire. Ogni forma ha la propria legge e diviene secondo quella legge. Noi, nella nostra forma umana, siamo animati dal sentimento dell'amore, dal desiderio del potere e dalla coscienza morale. Le nostre vite individuali combinano come possono e sanno questi elementi e questo è il senso del nostro vissuto, queste sono le stelle che orientano il nostro viaggio. Non dico viaggio terreno ma soltanto viaggio perché non ne conosciamo altri. Possiamo certamente immaginarli se ci consola immaginarli. * * * La vecchiaia restringe la nostra vitalità, limita le capacità del corpo e concentra quelle delle mente. In alcuni il desiderio del potere soverchia gli altri. È patetico vedere come alcuni vecchi restino aggrappati al potere, la loro zattera di salvataggio che non li porterà ad alcuna salvezza, la loro rabbia nel vederselo strappato brano a brano, la solitudine del loro io denudato giorno per giorno dagli orpelli dei quali l'avevano rivestito. Altri si effondono nell'amore. Non dico nell'erotismo, dico amore. Amore per gli altri e per quelli a loro più prossimi, quelli dai quali hanno ricevuto amore e ai quali l'hanno restituito. Quando questo avviene, l'io non è solo, non è denudato, non è disperato, anzi è più ampio e più ricco. Non ha nessun bisogno di chiamarsi e di sentirsi io ma si sente noi e quella è la sua ricchezza. Oggi è il giorno di tutti i santi, ma non ci sono santi laici, ci sono soltanto anime amorose che lasciano lungo la strada il pomposo mantello dell'egoismo e indossano quello della compassione con il quale ricoprono sé e gli altri. Lei, carissimo cardinale Martini, ha un amplissimo mantello di compassione, di passione per gli altri. Col suo mantello ricopre anche me talvolta come il mio può ricoprire anche lei. Per questo la Nera Signora non ci spaventa. È per questo sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all'amore del prossimo. A lei lo invia il suo Dio e il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazareth o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l'amore prevalse sul potere.

Eugenio Scalfari da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-1-novembre/scalfari-1-novembre.html
Eugenio ci hai rotto il cazzo . Ma è possibile che tutte le buone idee te le pigli tu ,un minuto prima che ci arriviamo noi ?
Sarà pur vero che tu sei un grande giornalista e noi degli imbrattacarte, o se preferisci dei pasticcioni online , ma le argomentazioni del tuo articolo sono le stesse su cui ci arrovelliamo mentalmente da giorni . Come si può trovare un argomento che non sia legato in qualche modo allo schifo di queste settimane ? Tu hai avuto l'opportunità di leggere il libro del Cardinale e ci offri questa opportunità di riflessione. Te ne siamo grati e , per quel poco che può valere , ti pubblichiamo volentieri.

domenica 25 ottobre 2009

Bersani, "Le primarie hanno risvegliato la nostra gente"

"Credo che le Primarie abbiano risvegliato la nostra gente e consolidato la convinzione che noi siamo la normalità. In tutti i Paesi democratici ci sono partiti che discutono, in trasparenza, sul proprio futuro e sui propri vertici; solo noi abbiamo un partito con un padrone, ma è quella l'eccezione, noi siamo la regola, non facciamo i congressi per risolvere le nostre 'beghe', ma perchè pensiamo che nei partiti deve regnare la democrazia ed il confronto". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd.

Appello a votare alle primarie del PD: votare in massa per riformare il PD e in opposizione a Berlusconi

Domenica 25 ottobre dell’anno del Signore 2009, secondo le previsioni meteo e sociali, dovrebbe essere una normale domenica di autunno di un anno qualsiasi. Una domenica banale, forse po’ più movimentata perché un partito disorientato, il PD, sta cercando (se ci riesce) di darsi una regolata, chiamando i suoi elettori alle votazioni primarie per scegliere il segretario nazionale e regionale. Una domenica di normale democrazia in un normale Paese democratico, dove l’esercizio della democrazia non dovrebbe fare nemmeno notizia perché dovrebbe essere come l’aria che si respira: l’ambiente vitale della vita quotidiana. Avrebbe dovuto essere, ma non lo e! Non lo è perché un governo in carica e la sua succube maggioranza da tempo hanno messo mano alle ruspe per demolire la costruzione istituzionale della «Casa Comune» che affonda le sue radici nella Carta Costituzionale.Il presidente del consiglio, screditato dentro e fuori i confini nazionali tranne che nella Russia del Kgb di Putin, pur di salvarsi, ha deciso di bandire non solo la legalità, estranea alla sua antropologia, ma anche la democrazia, trasformando l’Italia in un giardino aziendale dove lui possa passeggiare a piacimento e i suoi cani defecare senza obbligo di paletta. E’ piena emergenza democratica, è una «guerra civile», combattuta con le armi della comunicazione, deformata, stravolta e intimorita. Il giornale «la Repubblica» ne sa qualcosa: è citata in giudizio per avere posto dieci domande alle quale Berlusconi non sa rispondere. Chi non si adegua alla sua verità bugiarda deve essere liquidato. Non possiamo più tollerare lo scempio che vediamo sempre più grave. E’ tempo di «Resistenza»; è tempo di «Esistenza», come argutamente afferma Paolo Martinelli, già giudice in Genova.Per questi motivi, domenica 25 ottobre 2009 è una giornata nazionale di grande testimonianza civile per la legalità e la democrazia, sfruttando le elezioni delle primarie del PD. A me poco importa della sorte del PD che ritengo responsabile della rinascita del governo Berlusconi e di altri misfatti, mi interessa che arrivi un messaggio chiaro e limpido alla maggioranza, al governo che la manovra e all’opposizione che in queste primarie ha l’ultimo appello. Andiamo tutti a votare e affolliamo i seggi del PD per esercitare un diritto inalienabile: scegliere chi deve governare. Non importa quale candidato si vota, ma andiamo a votare. Oggi diciamo con forza e veemenza che nessuno può scipparci impunemente e la Carta Costituzionale e la nostra dignità e la nostra democrazia. Se vanno a votare in pochi, il governo sarà rafforzato e l’opposizione scomparirà per i prossimi tre secoli. Se invece va a votare un popolo di milioni e milioni di persone che ripudiano Berlusconi, i suoi interessi, i suoi reati, la sua corruttela, con la semplice e micidiale scheda elettorale daremo una testimonianza di civiltà e saremo orgogliosi di avere fatto muraglia al degrado che ci sta seppellendo. Alle elezioni politiche noi non possiamo scegliere i candidati perché l’immondo governo ha varato la «legge porcata» con cui fa eleggere le donnine del capo. Diciamogli che la politica è gratuità, bene comune, passione e non prostituzione a pagamento nel letto di Putin.Andando a votare alle primarie del PD, domenica 25 ottobre 2009, dalle ore 7,00 alle ore 20,00 alziamo in piedi la nostra coscienza e gridiamo a voce alta la nostra indisponibilità al sopruso e affermiamo la nostra dignità di cittadini sovrani. Dal fascismo ci hanno liberati i morti nella «Resistenza» e i martiri dei campi di concentramento tedeschi, ancora vivi e sanguinanti nella coscienza di molti. Spetta a noi non vanificare quelle morti. Onoriamole andando a votare in massa per uno tsunami di democrazia in un mondo senza confini.
Paolo Farinella, prete

OGGI SI ELEGGE IL SEGRETARIO DEL PD

Quando si vota per le primarie, chi può votare, cosa serve?
OGGI si vota dalle 7 alle 20 in oltre diecimila seggi.Si vota una sola lista.CERCA IL TUO SEGGIO SU www.partitodemocratico.it O TELEFONANDO AL NUMERO 848.88.88.00Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia.Per votare basta un documento d’identità e la tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento.Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre. Puoi trovare l’indirizzo su www.partitodemocratico.itLe schede sono due: una di colore azzurro per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, un’altra di colore rosa per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Regionale.Sceglierai il tuo Segretario tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati.E non dimenticare di versare un contributo minimo di 2 euro per aiutarci a sostenere l’iniziativa. Al momento del voto riceverai la molletta “Ci tengo”, simbolo di queste primarie.

IO VOTERO' BERSANI


sabato 17 ottobre 2009

Per dare un altro colpo a Berlusconi

La sentenza della Corte costituzionale sul «Laido Alfano» ha inferto un duro colpo all’Impunito; un colpo talmente duro, perché inatteso, che sta facendo di tutto per deformare la Carta e mandare all’aria lo Stato e quello che resta della decenza democratica. Berluskonijad fa i gargarismi con il popolo, che usa come una maionese da mettere sull’insalata russa del populismo di cui va ghiotto. Nulla gli importa che il popolo abbia un limite nella Suprema Carta, il cui art. 1 solennemente proclama: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», da cui discende che il popolo non è «Über Alles – Above All – Sobre todo», ma è «sotto» la Costituzione che ne costituisce il confine e ne determina il limite invalicabile. Il rancido e sistematico appello «alla divinità del popolo» è una aberrazione giuridica, segno che all’attuale Corrotto e Corruttore nulla importa del popolo, ma tutto interessa pur di riuscire a fregare ancora una volta la Legge, noi e i vostri figli che pagheranno amaramente l’ignominia dell’era berlusconiana. Bisogna dargli un’altra batosta e, anche a costo di apparire ingenuo, dopo avere riflettuto a lungo, credo che possiamo dargliela e anche ben assestata. Chi mi legge sa che non sono mai stato tenero con il PD e i suoi antenati, specialmente in questi ultimi tempi, a cominciare dai tempi delle cadute del governo Prodi. Ad esso attribuisco la maggiore responsabilità del ritorno del berlusconismo e della mancata opposizione governata di uomini di piccolo cabotaggio. Ero anche contrario ad un congresso «ora» perché c’era urgente bisogno di sostenere la casa andata a fuoco invece di cincischiare a giocare ai tre moschettieri di latta. Il Pd ha la colpa di avere fatto passare lo scudo fiscale che poteva fare cadere finalmente il governo. Non lo ha fatto colpevolmente. Tutto ciò premesso … Il giorno 25 ottobre vi saranno le primarie del PD per eleggere il segretario nazionale tra i tre candidati, Bersani, Franceschini e Marino. Al di là e sopra i miei sentimenti, che sono ben poca cosa di fronte all’Italia, già in guerra civile, non importa chi si vota, ma è determinante andare a votare. Berlusconi teme queste elezioni e ha tutto l’interesse che a votare vada una minima parte per potere deridere e gongolare di potere governare «Forever». Bene, diamogli una lezione, una mazzata, un colpo di maglio di democrazia:
ANDARE A VOTARE ALLE PRIMARIE DEL PD PER DARE UNA MAZZATA A BERLUSCONI E ADEPTI
Non è indifferente se a votare va un milione di persone o se vanno cinque milioni o sette milioni. Poiché stiamo dimenticando l’esercizio pratico della democrazia, ritengo che sia essenziale andare per affermare che esiste «un popolo» che non si rassegna al degrado democratico e morale: «un popolo che resiste» in nome della propria onorabilità, della propria indisponibilità in nome della propria opposizione irriducibile a Berlusconi e al virus del berlusconismo che ripudia con tutte le proprie forze.
Non possiamo limitarci al «mugugno» che, si dice a Genova«non costa niente». Forse resteremo delusi, ma avremmo dato una lezione irriducibile di democrazia e di presenza «politica». Non si tratta di votare PD, ma di usare il PD per un gesto supremo, forte e solenne contro una dittatura già in esercizio. E’ un dovere morale. Andare a votare alle primarie del PD è oggi una scelta istituzionale, una forma di resistenza, e l’affermazione del principio della sovranità popolare senza manipolazioni e senza leggi porcate. Invito pertanto tutti coloro che vogliono buttare fuori questo lercio governo e questa laida maggioranza ad andare a votare alle primarie del PD: votate il candidato che volete, votate vostra suocera o vostro genero, votate per il cane o per il criceto, ma andate a votare. In modo particolare mi appello alle donne che, come Rosy Bindi, non sono e non saranno mai "a disposizione" del magnaccia, con questo voto dicono la propria indignazione anche contro le donne di destra che si lasciano infangare, usare e nominare come schiave di un sultano che non ha nemmeno il coraggio di difendersi nelle aule del tribunale. Il Diritto Canonico mi vieta di iscrivermi ad un qualsiasi partito o sindacato che sono appunto «parti», ma ritenendo queste elezioni un «atto prepolitico e resistenziale», andrò a votare perché come cittadino sono impegnato in prima persona per il miglioramento della vita della mio Paese e per la sua dignità di popolo civile che si nutre di legalità e laicità. Io ci sarò, spero che saremo tanti da offuscare il sole e distruggere il nano di Casoria.
Paolo Farinella, prete da : http://iltafano.typepad.com/il_tafano/

domenica 11 ottobre 2009

Convenzione Partito Democratico

Bersani: "Una legge sul conflitto di interessi"
"Bisogna fare uscire dalle nebbie e portare al concreto il tema del conflitto di interessi fissandolo su due punti: le incompatibilità e le norme contro le posizioni dominanti".

Basterebbe questo per decidere chi sarà il prossimo Segretario del PD

Epifani: "Scelgo Bersani"
Alle primarie del Partito Democratico "penso che sceglierò Bersani".

Finalmente ! Ma allora sa anche prendere decisoni ....

Standing ovation per Napolitano

Questa è la prima buona notizia

Donne indossano magliette pro-Bindi
Le donne presenti alla convention indossano una maglietta con scritto: "Non sono una donna a sua disposizione",

e questa la seconda (senza nessuna ironia)

Fassino: "Bersani non è il segretario in pectore del Pd"

In fondo anch'io non sono mai stao il segretario dei DS

Assente Veltroni: "Non entro nel dibattito congressuale»
Forfait anche da Arturo Parisi

Ma allora qualche speranza rimane ...

Prodi: "All'Italia serve un grande Pd"
Romano Prodi non sarà al Congresso ma ha inviato un messaggio. Il "padre" del Pd chiama l'opposizione alla riscossa in un momento di emergenza democratica e "striglia" il partito diviso e spesso lontano dalle ragioni per cui è nato. "Serve all'Italia un grande Pd", pungola l'ex premier.

Continua la fuga all'estero dei cervelli migliori


Assente Rutelli bloccato a letto dalla febbre
Al Congresso sarà assente anche l'ex leader della Margherita Francesco Rutelli, bloccato a casa con la febbre.

Ma allora Dio esiste!