Quando abbiamo aperto questo blog ci siamo presi un impegno personale : quello di "non commentare i commenti ". Oggi infrangiamo questa regola e , a Paolo e a tutti quelli che la pensano come lui, dedichiamo questo link: http://www.youtube.com/watch?v=55yCQOioTyY
Ciao Paolo un abbraccio grande a te e a tutti quelli che non considerano il 25 Aprile una festa come tante .
sabato 24 aprile 2010
Festa di Liberazione, festa di tutti

Non piangetemi,non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea. (parole scritte con la punta di uno spillo, sulla copertina di una Bibbia, ritrovata nei pressi del luogo dove fu fucilato)
Guglielmo Jervis (ingegnere di 42 anni)
Guglielmo Jervis (ingegnere di 42 anni)
Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui... fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse.Baci e baci dal tuo e vostro PaggettoIrma.P.s. Vorrei essere seppellita a Sestola.
Eccole, le ultime parole di uomini e donne che morirono durante la resistenza. Giovani italiani che combatterono perché l’Italia potesse tornare libera, combatterono non solo per il proprio destino, ma anche per quello del loro Paese. Un sacrificio che oggi dobbiamo ricordare, più che mai. A loro dobbiamo la nascita delle nostre istituzioni democratiche.Occorre ricordarlo al sindaco di Montichiari che nei giorni scorsi ha rifiutato la disponibilità di una piazza del comune per celebrare il 25 Aprile al Partito Democratico, diritto sancito dalla nostra Costituzione. Il sindaco di Mogliano Veneto, invece, aveva posto il divieto alla banda comunale di suonare “Bella Ciao”, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione, consigliando, invece, l'inno al Piave. Protesta l'Anpi, ricordando che “Bella Ciao” è una "canzone di tutti". La decisione è stata quindi revocata e derubricata a “fraintendimento”, dopo le polemiche scatenatesi. Dietro a questi gesti c’è una chiara intenzione di cancellare e oscurale una memoria che deve essere, invece, considerata patrimonio comune di tutto il nostro paese. Valori che stanno alla base della nostra Carta Costituzionale.
Un valore, che sembra essere, per fortuna, ancora presente in molti ragazzi, visto che nel 2009 l’Anpi ha raggiunto i 110.000 iscritti, un boom dovuto ad una massiccia iscrizione di ragazzi sotto i 30 anni, convinti di poter contribuire alla stessa causa di chi allora scelse di combattere per riportare in Italia democrazia e libertà. Oggi a fronte di un 10% di iscritti over 80 c’è un 10% di iscritti tra i 18 e i 35 anni, una rivoluzione anagrafica resa possibile dal nuovo statuto che dal 2006 ha aperto le porte dell'Anpi a chiunque dichiari e sottoscriva di essere "antifascista". Una modifica dello statuto attuata perché, spiega Silvano Sarti, 84enne protagonista della Resistenza fiorentina e presidente dell'Anpi di Firenze: "Noi abbiamo combattuto per valori che tutti gli uomini hanno dentro, e che spetta a tutti difendere, in qualunque epoca, chi si associa all'Anpi, semplicemente ama la Costituzione e vuole difenderla. E chi deve scendere per primo in piazza se non dei giovani con le gambe buone?”
sabato 27 marzo 2010
Ricordati!!!
Quando qualcuno ti dirà che sei mosso dall'odio replica con le parole di Quintiliano : "Odiare i mascalzoni è cosa nobile" ce lo ricorda Aristofane: " ...ingiuriare i mascalzoniè cosa nobile ... a ben vedere significa onorare gli onesti".
Daniele Luttazzi
Due bei calci nel culo (part.2)
RICORDATI
CHE SE NON
VAI A VOTARE
CONTRO IL
CENTRODESTRA
SEI DAVVERO
UN GRANDISSIMO
COGLIONE.
sabato 20 marzo 2010
Due bei calci nel culo !
Domenica e lunedì prossimi (scemo capelluto permettendo) si voterà quasi ovunque. Le liste sono state accolte tutte, anche quelle che non si dovevano accogliere . La democrazia che rischiava di morire ( "...dal ridere!" come dice Ellekappa ) è salva . Resta un piccolo problema . Tutto il troiaio che hanno combinato i vari Milioni sparsi per la penisola rischia seriamente far perdere un bel gruzzoletto di cosiddetti “voti d’opinione” al partito del fare casino, del fare i cazzi suoi e via elencando passando per quanto di più incivile possiamo immaginare.
E allora cosa occorre in una situazione come questa ?
Un paese normale ( con un opposizione altrettanto normale) saprebbe da solo come regolarsi . E invece siamo qua con la nostra tastierina a lanciare l’ennesimo appello al voto, a tutti i costi e costi quel che costi, a un pseudocentrosinistra ed a una pseudosinistra che , dopo il sussulto di orgoglio di sabato scorso, rischia di perdersi via e gettare alle ortiche l’ennesima occasione per dare due bei calci nel culo (metaforici e democratici) ai vari magnaccioni di regime.
Tira purtroppo un’aria (speriamo di sbagliarci) del tipo : " Visto che bella manifestazione che abbiamo fatto? Visto come gliele abbiamo cantate ? Visto come siamo stati bravi a non prenderci a sputi in faccia per tutto il tempo della manifestazione ? "
Tira purtroppo un’aria (speriamo di sbagliarci) del tipo : " Visto che bella manifestazione che abbiamo fatto? Visto come gliele abbiamo cantate ? Visto come siamo stati bravi a non prenderci a sputi in faccia per tutto il tempo della manifestazione ? "
E poi …? cantava Giorgia .
E poi , aggiungiamo noi ,bisogna che ognuno faccia tutto per portare la gente ai seggi! Cazzo !
Bisogna che per una settimana si lascino da parte le minchiate che hanno portato un pezzo di sinistra a non essere più nemmeno presente in parlamento e l’altra parte ad esserci ma contando come il due di picche.
Abbiamo un sogno che non è irrealizzabile , vedere gli spazi elettorali riservati all’opposizione di ogni città, di ogni paese , di ogni villaggio con un unico manifesto ,senza faccioni ma con i simboli di tutti quelli che non vogliono più vedere i magnaccioni di cui sopra e con la scritta che : SE NON VAI VOTARE SEI DAVVERO UN COGLIONE e qualcuno potrà aggiungere , questa volta con una buona dose di ragione, che : “…io te lo avevo detto già qualche anno fa ! ”
E poi , aggiungiamo noi ,bisogna che ognuno faccia tutto per portare la gente ai seggi! Cazzo !
Bisogna che per una settimana si lascino da parte le minchiate che hanno portato un pezzo di sinistra a non essere più nemmeno presente in parlamento e l’altra parte ad esserci ma contando come il due di picche.
Abbiamo un sogno che non è irrealizzabile , vedere gli spazi elettorali riservati all’opposizione di ogni città, di ogni paese , di ogni villaggio con un unico manifesto ,senza faccioni ma con i simboli di tutti quelli che non vogliono più vedere i magnaccioni di cui sopra e con la scritta che : SE NON VAI VOTARE SEI DAVVERO UN COGLIONE e qualcuno potrà aggiungere , questa volta con una buona dose di ragione, che : “…io te lo avevo detto già qualche anno fa ! ”
domenica 14 marzo 2010
«Ad personam», poesia per il paese recidivo
«Fatta la legge, trovato l’inganno»,
se la sudavano i volponi di una volta.
Acqua passata, arrugginita.
Adesso gli inganni si fanno per legge,
nell’immediato,di figlio in padre,
retroattivi come ulivi secolari come sbarchi coloniali.
Qui si smacchiano impuniti mai pentiti, consorziati.
Si rivoltano frittate in Parlamento.
Si riscrivono carte che soddisfano oroscopi top secret.
E noi cosa diremo ai nostri figli, ai figli loro, all’Europa che sghignazza?
Sì, siamo un Paese in lutto.
Morale e futuro in braghe di tela,
sagome da tirassegno prese a fucilate,
ma ci solleveremo entro l’estate.
C’è un posto da bagnino un corso di latino?
Prove di salvataggio a fine maggio.
Faremo come fecero i Romani, ultimi testimoni.
In tempi di corruzione saldarono un ritornello alla canzone di certe leggi.
Al lupo al lupo, come Lucio Dalla.
Ad personam ad personam,
eco più eco allarme acceso.
Da quando il cielo è in cielo,
ad regge l’accusativo.
Non è un caso.
Saldato a certe leggi,
ad è un pubblico ufficiale un timbro sul verbale un fondo di giornale.
Dal tempo dei Romani e dei Sumeri dal ferro della notte e dei misteri,
da quando il cielo è in cielo,
la forza di gravità del suono
ad più accusativo è avviso di reato
un urlo prenotato
un tuffo sequestrato
un graffio sul costato
un indice puntato sui trafficanti di immunità alla mercé del capataz.
E noi cosa diremo ai nostri figli,
ai figli loro,
all’Europa che sghignazza?
Non siamo noi la Protezione Civile.
Non volevamo,
non sapevamo di fare i pali del colpo grosso.
Su un piatto l’elemosina, sull’altro le elezioni.
Per la speranza, rinvio a giudizio.
Un po’ per uno?
Uno su tutti!
Scudo o tenaglia?
Giochiamo a morra.
Siamo un Paese appeso a un filo,
recidivo nel farsi sgozzare dal suo non dire.
Siamo un Paese senza tetto per legge,
in un mare di schegge.
Siamo vittime civili dei botti illegali.
Ci giochiamo l’utopia,
il lato scorrevole l’aspetto maneggevole,
ci giochiamo in poche mosse l’altra riva della rima,
la parola col vento in gola,
democrazia, stazione marittima, democrazia,
spreco di Stato,
pane bruciato porto insabbiato volo ammainato.
Questo è il peccato. E i peccatori? S
ono alla nostra destra più di ieri.
13 marzo 2010 da : http://www.unita.it/news/culture/96159/ad_personam_poesia_per_il_paese_recidivo
se la sudavano i volponi di una volta.
Acqua passata, arrugginita.
Adesso gli inganni si fanno per legge,
nell’immediato,di figlio in padre,
retroattivi come ulivi secolari come sbarchi coloniali.
Qui si smacchiano impuniti mai pentiti, consorziati.
Si rivoltano frittate in Parlamento.
Si riscrivono carte che soddisfano oroscopi top secret.
E noi cosa diremo ai nostri figli, ai figli loro, all’Europa che sghignazza?
Sì, siamo un Paese in lutto.
Morale e futuro in braghe di tela,
sagome da tirassegno prese a fucilate,
ma ci solleveremo entro l’estate.
C’è un posto da bagnino un corso di latino?
Prove di salvataggio a fine maggio.
Faremo come fecero i Romani, ultimi testimoni.
In tempi di corruzione saldarono un ritornello alla canzone di certe leggi.
Al lupo al lupo, come Lucio Dalla.
Ad personam ad personam,
eco più eco allarme acceso.
Da quando il cielo è in cielo,
ad regge l’accusativo.
Non è un caso.
Saldato a certe leggi,
ad è un pubblico ufficiale un timbro sul verbale un fondo di giornale.
Dal tempo dei Romani e dei Sumeri dal ferro della notte e dei misteri,
da quando il cielo è in cielo,
la forza di gravità del suono
ad più accusativo è avviso di reato
un urlo prenotato
un tuffo sequestrato
un graffio sul costato
un indice puntato sui trafficanti di immunità alla mercé del capataz.
E noi cosa diremo ai nostri figli,
ai figli loro,
all’Europa che sghignazza?
Non siamo noi la Protezione Civile.
Non volevamo,
non sapevamo di fare i pali del colpo grosso.
Su un piatto l’elemosina, sull’altro le elezioni.
Per la speranza, rinvio a giudizio.
Un po’ per uno?
Uno su tutti!
Scudo o tenaglia?
Giochiamo a morra.
Siamo un Paese appeso a un filo,
recidivo nel farsi sgozzare dal suo non dire.
Siamo un Paese senza tetto per legge,
in un mare di schegge.
Siamo vittime civili dei botti illegali.
Ci giochiamo l’utopia,
il lato scorrevole l’aspetto maneggevole,
ci giochiamo in poche mosse l’altra riva della rima,
la parola col vento in gola,
democrazia, stazione marittima, democrazia,
spreco di Stato,
pane bruciato porto insabbiato volo ammainato.
Questo è il peccato. E i peccatori? S
ono alla nostra destra più di ieri.
13 marzo 2010 da : http://www.unita.it/news/culture/96159/ad_personam_poesia_per_il_paese_recidivo
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