domenica 19 ottobre 2008

Lo sciupafemmine e il Viagra

Oggi Il GIORNALE di proprietà del Presdelcons titolava : Vogliono un altro sessantotto.
Chi siano questi vecchi ammalati di reducismo implicitamente pericolosi per una società parafascista come l’attuale lo si capisce anche senza leggere ciò che il signor Granzotto Paolo di professione giornalista enuncia di lì a poche righe. Si parla di sinistra in termini più o meno ironici. La ricetta è talmente semplice da essere addirittura banale . Per parlare di sinistra al popolo dei fascistelli occorre adottare uno stile semplice senza troppe elaborazioni dialettiche, un po’ Bagaglino condito da un pizzico di idiozia … et voilà … ilpranzo …. pardon! l’articolo è servito . D’altronde non occorre nemmeno sforzarsi più di tanto , basta adeguarsi allo stile, ormai collaudato dell’altro noto giornalista indipendente ( da ogni forma di buonsenso buongusto e tutto ciò che inizia con buon… ) Emilio Fede e il gioco è fatto . Il fascistello medio è pronto per andare al bar a spiegare, non tanto cosa pensa egli stesso(troppo complicato) ma bensì cosa ha pensato per lui uno che scrive sulla carta stampata. Detto questo è utile fornire , però , anche qualche dettaglio su cosa pensano OGGI i dipendenti del Presdelcons circa il ricorso alla piazza. Eccovi , dunque, alcune “perle” pescate dall’articolo.
"Il messaggio lanciato ad amici e nemici è chiaro e semplice: è tornata la piazza… ora è tutto un festeggiare il ritorno alla piazza come strumento ideologico e dialettico, arma terribile nelle mani delle masse operaie e del proletariato urbano …. Che la sinistra si sia storicamente appropriata della piazza facendola una cosa sua, è indubbio… Altrettanto indubbio è, però, che la piazza ha perduto molto del suo smalto e del potere intimidatorio … Che la sinistra-sinistra ne faccia dunque il tardo simbolo della propria identità e che con quella tenti di ringalluzzirsi, di uscire dalla ritirata è, per la sinistra medesima, un brutto segno. Perché significa ammettere di essere drammaticamente a corto di idee, di progetti, di programmi. Di politica… Ma siccome l'orgoglio di quella sinistra è pari alla sua incommensurabile saccenteria non si danno per vinti e si illudono di ritrovare una ragion d'essere, un ruolo politico in quanto signori delle masse. Scendono in piazza come lo sciupafemmine in disarmo assume il Viagra: per sentirsi, almeno per un'ultima volta, virilmente di sinistra."
Detto questo e convinti che ogni opinione, per quanto peregrina, debba essere rispettabile e contenere un briciolo di coerenza, abbiamo voluto fare un esercizio alla Travaglio e siamo andati a cercare come presentava un’iniziativa analoga , il medesimo giornale di proprietà del medesimo signore ed ecco il risultato:
IL GIORNALE martedì 23 ottobre 2007, 09:35 Berlusconi: in piazza contro Prodi Bossi: governo finito, presto al voto
IL GIORNALE domenica 03 dicembre 2006, 00:00 L’urlo dei due milioni in piazza: «Prodi a casa»
“ Erano davvero tanti a sfilare ieri per le strade di una Roma ruffiana… La middle class scende in piazza. E non ci sono solo le finte bionde che vanno pazze per Berlusconi. Le bandiere vengono tenute da mani sfruttate dal lavoro. Ma anche da dita affusolate dallo studio. Operai ed imprenditori. Giovani e vecchi. Casinisti e neofiti. Campanacci e grisaglie. E pure i pescatori di Stromboli. ….«Gli organizzatori mi informano: siamo oltre due milioni», urla Silvio Berlusconi dal palco. … A Piazza Venezia sfila un tricolore da Guinness dei Primati: 500 metri di bianco, rosso e verde srotolati dagli uomini di Alleanza nazionale per ricordare i caduti di Nassirya. … Gianfranco Fini vuole essere presente. Per muoversi nella folla usa una moto. … Per le strade di Roma sfila il melting pot della Casa delle libertà. …Poco oltre la Bocca della Verità, nel corteo fa una breve apparizione anche Umberto Bossi. …Un boato in tutte le lingue. Dialetti del Sud si mescolano ad accenti delle valli bergamasche. Lumbard e siculi fanno finta di capirsi. «Se ghè?». «Chibb’o riri». Vestono le stesse magliette contro il governo. T-shirt ardite, diavolesse con la scritta «il diavolo veste Prodi», biancheria intima in bella mostra («Prodi ci ha lasciato in mutande»). Le magliette con il volto del Che barrato vanno a ruba. Gettonatissima anche l’altra con la scritta «io non sono stato così coglione» che parafrasa la frase di Berlusconi nei confronti di chi ha votato Prodi. Nelle casse resta qualche scorta invenduta, come la t-shirt con la scritta: «Grazie a Dio nella mia famiglia non ci sono comunisti». Meglio non sbilanciarsi, devono aver pensato i manifestanti.

Cosa dire allora? Sono bastati due anni e soprattutto lo scambio dei ruoli al vertice del Governo per gettare il fascinoso popolo della middle class nella suburra del proletariato urbano?
Parrebbe di si ! Ma siccome non possiamo avere certezze su questo repentino cambiamento di opinione circa il ruolo della piazza in un sistema democratico cerchiamo almeno un elemento che ci possa rassicurare .
E a ben vedere, forse, l’abbiamo trovato… E’ l’immagine dello sciupafemmine in disarmo che assume il Viagra per sentirsi virile.
Peccato che doveva essere scritta nel 2007 a proposito di chi tiene a libro paga questi g
iornalisti.

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