sabato 27 marzo 2010

Due bei calci nel culo (part.2)

RICORDATI
CHE SE NON
VAI A VOTARE
CONTRO IL
CENTRODESTRA
SEI DAVVERO
UN GRANDISSIMO
COGLIONE.

sabato 20 marzo 2010

Due bei calci nel culo !

Domenica e lunedì prossimi (scemo capelluto permettendo) si voterà quasi ovunque. Le liste sono state accolte tutte, anche quelle che non si dovevano accogliere . La democrazia che rischiava di morire ( "...dal ridere!" come dice Ellekappa ) è salva . Resta un piccolo problema . Tutto il troiaio che hanno combinato i vari Milioni sparsi per la penisola rischia seriamente far perdere un bel gruzzoletto di cosiddetti “voti d’opinione” al partito del fare casino, del fare i cazzi suoi e via elencando passando per quanto di più incivile possiamo immaginare.
E allora cosa occorre in una situazione come questa ?
Un paese normale ( con un opposizione altrettanto normale) saprebbe da solo come regolarsi . E invece siamo qua con la nostra tastierina a lanciare l’ennesimo appello al voto, a tutti i costi e costi quel che costi, a un pseudocentrosinistra ed a una pseudosinistra che , dopo il sussulto di orgoglio di sabato scorso, rischia di perdersi via e gettare alle ortiche l’ennesima occasione per dare due bei calci nel culo (metaforici e democratici) ai vari magnaccioni di regime.
Tira purtroppo un’aria (speriamo di sbagliarci) del tipo : " Visto che bella manifestazione che abbiamo fatto? Visto come gliele abbiamo cantate ? Visto come siamo stati bravi a non prenderci a sputi in faccia per tutto il tempo della manifestazione ? "
E poi …? cantava Giorgia .
E poi , aggiungiamo noi ,bisogna che ognuno faccia tutto per portare la gente ai seggi! Cazzo !
Bisogna che per una settimana si lascino da parte le minchiate che hanno portato un pezzo di sinistra a non essere più nemmeno presente in parlamento e l’altra parte ad esserci ma contando come il due di picche.
Abbiamo un sogno che non è irrealizzabile , vedere gli spazi elettorali riservati all’opposizione di ogni città, di ogni paese , di ogni villaggio con un unico manifesto ,senza faccioni ma con i simboli di tutti quelli che non vogliono più vedere i magnaccioni di cui sopra e con la scritta che : SE NON VAI VOTARE SEI DAVVERO UN COGLIONE e qualcuno potrà aggiungere , questa volta con una buona dose di ragione, che : “…io te lo avevo detto già qualche anno fa ! ”

domenica 14 marzo 2010

«Ad personam», poesia per il paese recidivo

«Fatta la legge, trovato l’inganno»,
se la sudavano i volponi di una volta.
Acqua passata, arrugginita.
Adesso gli inganni si fanno per legge,
nell’immediato,di figlio in padre,
retroattivi come ulivi secolari come sbarchi coloniali.
Qui si smacchiano impuniti mai pentiti, consorziati.
Si rivoltano frittate in Parlamento.
Si riscrivono carte che soddisfano oroscopi top secret.
E noi cosa diremo ai nostri figli, ai figli loro, all’Europa che sghignazza?
Sì, siamo un Paese in lutto.
Morale e futuro in braghe di tela,
sagome da tirassegno prese a fucilate,
ma ci solleveremo entro l’estate.
C’è un posto da bagnino un corso di latino?
Prove di salvataggio a fine maggio.
Faremo come fecero i Romani, ultimi testimoni.
In tempi di corruzione saldarono un ritornello alla canzone di certe leggi.
Al lupo al lupo, come Lucio Dalla.
Ad personam ad personam,
eco più eco allarme acceso.
Da quando il cielo è in cielo,
ad regge l’accusativo.
Non è un caso.
Saldato a certe leggi,
ad è un pubblico ufficiale un timbro sul verbale un fondo di giornale.
Dal tempo dei Romani e dei Sumeri dal ferro della notte e dei misteri,
da quando il cielo è in cielo,
la forza di gravità del suono
ad più accusativo è avviso di reato
un urlo prenotato
un tuffo sequestrato
un graffio sul costato
un indice puntato sui trafficanti di immunità alla mercé del capataz.
E noi cosa diremo ai nostri figli,
ai figli loro,
all’Europa che sghignazza?
Non siamo noi la Protezione Civile.
Non volevamo,
non sapevamo di fare i pali del colpo grosso.
Su un piatto l’elemosina, sull’altro le elezioni.
Per la speranza, rinvio a giudizio.
Un po’ per uno?
Uno su tutti!
Scudo o tenaglia?
Giochiamo a morra.
Siamo un Paese appeso a un filo,
recidivo nel farsi sgozzare dal suo non dire.
Siamo un Paese senza tetto per legge,
in un mare di schegge.
Siamo vittime civili dei botti illegali.
Ci giochiamo l’utopia,
il lato scorrevole l’aspetto maneggevole,
ci giochiamo in poche mosse l’altra riva della rima,
la parola col vento in gola,
democrazia, stazione marittima, democrazia,
spreco di Stato,
pane bruciato porto insabbiato volo ammainato.
Questo è il peccato. E i peccatori? S
ono alla nostra destra più di ieri.


13 marzo 2010 da : http://www.unita.it/news/culture/96159/ad_personam_poesia_per_il_paese_recidivo

VOGLIA DI DEMOCRAZIA

“Vedere così tante persone, uomini, donne, bambini che sfilano in modo sereno e gioioso ma con una idea chiara in testa " voglia di Democrazia" mi dà una grande forza interiore e soprattutto una grande voglia di votare Centro-Sinistra!!!!! Grazie di cuore per il vostro impegno verso il Paese”.
copiato spudoratamente da :Gabriele Fantini

sabato 6 marzo 2010

Possiamo dire con un linguaggio àulico che CI AVETE PROPRIO ROTTO I COGLIONI ?

Possiamo dire che la porcata delle liste è la goccia che rischia di far traboccare il vaso?
Che non ne possiamo più di magnaccioni schifosi che si fanno i cazzi propri sicuri che tanto un de-cretino metterà una pezza alle loro sconcezze ?
Che non si è mai visto un paese dove lo spregio delle leggi e delle regole è divenuto ormai la prassi consolidata ?
Tra gente che ride con i morti ancora caldi sotto le macerie , magistrati massacrati giornalmente solo perché tentano di fare il loro mestiere , una giustizia che è costretta a pendere dalle labbra da un qualunque legulèio solo perché amico del caudillo, centinaia di migliaia di persone che non sanno più dove picchiare la testa per la perdita del posto di lavoro, imprenditori costretti a chiudere perché a nessuno gli fotte niente del loro lavoro e di quello dei loro dipendenti , in questo quadro devastante è mai possibile che nessuno abbia il coraggio di dire adesso basta!
Fuori dai coglioni tutta questa banda di pezzenti arricchiti alle nostre spalle, parassiti arroganti che hanno ancora la faccia di merda di presentarsi in televisione a parlare di “vulnus” alla democrazia solo quando corrono il rischio di perdere un pezzettino del loro potere dimenticandosi che la vera sciagura per la democrazia sono proprio loro . Loro con le loro mignotte , le loro soubrette trasformate in ministri, tutta la pletora di mangiapane a tradimento che si portano intorno allungandogli un appalto qua è là come se fossero una muta di cani ai quali, per tenerli buoni, si allunga un osso da spolpare, e chiediamo umilmente scusa ai cani per il paragone con questi schifosi.
Cosa dobbiamo ancora vedere in questo paese , dopo il premio dello scudo agli evasori e la beffa per tutti noi coglioni che pagano le tasse anche sullo yacht del porco di turno che ci porta le veline e la coca. Cosa dobbiamo ancora vedere dopo le decine di processi mancati o caduti in prescrizioni con norme ad hoc che vengono spacciati per assoluzioni da direttori di Tg che in quanto pagati con i nostri soldi sono nostri dipendenti. Pedate nel culo altro che abbonamento alla Rai ! Questa Rai di merda che un mese prima delle elezioni taglia ogni trasmissione decente perché altrimenti si rischia di far uscire dal coma indotto qualche cittadino il quale potrebbe anche capire che razza di fogna è diventato questo paese.
Cosa ci devono ancora fare perché si arrivi a dire BASTA ?
Andiamo in piazza , piuttosto che niente anche se c’è Di Pietro. Torniamo a votare anche se avevamo perso l’abitudine. Spegniamo la TV ogni volta che appare un grassatore in cravatta regimental . Parliamo con quante più persone possiamo e spieghiamogli che questo paese l’hanno fatto i nostri nonni e i nostri padri e nessuno può pensare di farlo diventare suo perché dobbiamo riconsegnarlo ai nostri figli meglio di come l’abbiamo ricevuto. Usiamo i blog , usiamo Facebook , usiamo Twitter, scriviamo alle caselle di posta elettronica di Camera e Senato e a quelle personali di chiunque a vario titolo pretende di rappresentarci. Facciamo di tutto per non meritarci davvero l’epiteto che un certo individuo ci ha riservato qualche anno fa ovvero: COGLIONI
!

sabato 20 febbraio 2010

Una "ripassata" anche alla sintassi elementare

Scriva l'alunno Bertolaso Guido in quale altra forma lessicale esporrebbe la seguente frase:

FIGURA DI MMMERDA!

http://www.repubblica.it/politica/2010/02/19/foto/polemica_bersani_bertolaso-2361715/1/

venerdì 5 febbraio 2010

Chi se la sente di commentare?

NOTIZIA 1
Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell'orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l'animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire… Il caso appare ogni giorno più grave, evoca quasi gli abusi sessuali compiuti dai religiosi negli Usa, in Irlanda o in altri paesi.
NOTIZIA 2
Niente comunione ai "gay conclamati", perché "l'omosessualità è un disordine" e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay.
NOTIZIA 3
Il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il governatore della Puglia, Nichi Vendola: "La pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola".
NOTIZIA 4
Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra andare oltre"Se davanti a me, specie in un centro piccolo in cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore".
NOTIZIA 5
Aveva parlato invece di "pratica aberrante" il collega emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini: "Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza". Cosa dovrebbero fare i gay? "Pentirsi di questo orribile difetto", l'invito di Babini