lunedì 15 dicembre 2008

Oltre i limiti d’età , oltre i limiti della decenza

Ci avrei giurato che dopo la proposta indecente di portare a 65 anni l’età pensionabile femminile qualcuno avrebbe parlato obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e di necessità di garantire una parità tra uomo e donna. Oltre che rozzi sono anche banali , ripetitivi e privi di fantasia. Non occorreva dunque la palla di vetro per arrivarci. Bastava guardarsi indietro e ricordare un fatto analogo avvenuto qualche anno fa. Eravamo a metà degli anni novanta ( anno più anno meno e forse al Governo c'era Prodi) e dopo un dibattito che durava anni l’Italia dovette recepire la normativa europea che in nome della stessa parità sbandierata oggi, cancellava il divieto di adibire le donne al lavoro notturno. Il concetto oggi è ancora lo stesso , a distanza di anni , ossia: donne perché dobbiamo discriminarvi impedendovi di lavorare anche dalle 22 alle 6 di mattina? Noi vi vogliamo dare un’opportunità in più e voi anziché esserci grate vi mettete a fare le vittime? So benissimo che sembra una presa per il culo ma è stato proprio così. E adesso siamo pronti a fare il bis con le stesse argomentazioni del cazzo di allora. Non so quanti tra gli ultras che inneggiano alle straordinarie doti del Signor Brunetta abbiano un’esperienza diretta di cosa significhi per una famiglia avere una madre o una moglie che è costretta , pur di mantenere uno straccio di posto, a lavorare di notte una settimana ogni quattro. Personalmente avrei tante storie , magari modeste ma significative, da raccontare su questo tema. Mi auguro , tra qualche mese, di non dover arricchire la mia esperienza anche con le storie di chi sarà costretta a lavorare oltre che al di là dei limiti di età , anche al di là dei limiti della decenza e della civiltà

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Premetto l'ironia ( precisiamo altrimenti le donne si incavolano), ma a questo punto visto che ci sono altre diseguaglianze tra uomo e donna nel mondo del lavoro, non si potrebbe chiedere a Brunetta, le donne a 65 e gli uomini a 60? Almeno pareggiamo un po' i diritti!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Bla, bla, bla...... altro responso dall'Abruzzo. Sentiamo le scuse dai.

marcella ha detto...

che coraggiosi maschietti sono intervenuti! manco un nome!
complimenti!

marcella ha detto...

"donne perché dobbiamo discriminarvi impedendovi di lavorare anche dalle 22 alle 6 di mattina? Noi vi vogliamo dare un’opportunità in più e voi anziché esserci grate vi mettete a fare le vittime?"


Allora, per una questione di pari opportunità, anche i maschietti dovrebbero fare gli esami "orali" per diventare ministri! Tiè!