lunedì 8 dicembre 2008

Chi fa incazzare e chi fa schifo!




Questione morale, lo scenario capovolto

di EDMONDO BERSELLI http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/giustizia-4/berselli-8dic/berselli-8dic.html

Ci vuole la sfrontata fantasia di Silvio Berlusconi per attaccare il Pd sulla questione morale. Perché anche chi ha criticato la ventata populista dei primi anni Novanta, e non ha mai pensato che i giudici possedessero la chiave della rivoluzione politica, non può avere dimenticato la sequela di leggi ad personam volute dal capo del centrodestra, tutte tese a legare le mani a procure e tribunali, dal decreto Biondi del 1994 fino al "lodo Alfano". Il centrodestra ha dedicato quasi 15 anni a regolare i conti con la magistratura (le "toghe rosse", nel lessico berlusconiano). Alla fine, vinta la sua guerra personale, Berlusconi si è assunto tutte le responsabilità politico-penali della prima Repubblica, concludendo che i magistrati sono i veri colpevoli di ciò che ha spezzato una "storia di sviluppo e di libertà". Se si accetta il teorema di un sequestro della vita pubblica operato nei primi anni Novanta da Mani pulite, con il corollario di una lotta per la vita, durata fino a oggi, fra la politica e la giustizia, risulta facile chiudere il sillogismo argomentando che in questi giorni si assiste alla vendetta della giustizia contro chi pretese di cavalcarla, salvandosi immeritatamente dalla tempesta che travolse il sistema politico-affaristico di Tangentopoli. Ma è una ricostruzione distorta. Mani pulite travolse una classe di governo corrotta e sfinita. Il Pci-Pds non partecipava al governo nazionale, ed era meno implicato nell'oligopolio di Tangentopoli. Immaginare che il Pd attuale sconti la rivalsa della storia, e paghi integralmente la strategia di allora degli ex comunisti, significa da un lato equiparare i Democratici a eredi diretti del Pci, e dall'altro procedere secondo filosofie cospirative che in realtà spiegano ben poco della situazione attuale del partito guidato da Walter Veltroni. Nella realtà, il Pd sente il peso di un'abitudine al potere locale che scopre alcuni suoi vizi: negli ultimi anni, studiosi come Carlo Trigilia hanno messo in rilievo non tanto una "questione morale" nelle regioni rosse, quanto gli indizi, non proprio sporadici, di un degrado della qualità amministrativa. Alcuni episodi e situazioni, come il caso abruzzese della sanità, il disastro dei rifiuti a Napoli e la vicenda urbanistica di Firenze, rendono evidente questo aspetto (anche se Rosa Russo Jervolino e Leonardo Domenici rivendicano con orgoglio l'assoluta estraneità da coinvolgimenti penali). Quindi il Pd non dovrebbe limitarsi a respingere con disprezzo le provocazioni di Berlusconi. Se una decente qualità tecnica e morale nelle amministrazioni costituisce una delle risorse residue del partito, qualsiasi incrinatura in questo patrimonio va considerato un'insidia grave, che genera inquietudine e tende a rendere meno credibili le rivendicazioni come quella espressa polemicamente da Veltroni nella manifestazione del Circo Massimo ("Il paese è migliore della destra che lo governa"). In sostanza, è improprio e strumentale sostenere l'esistenza di una "questione morale" che grava sul Pd. Semmai un problema di dignità pubblica, di lealtà con i cittadini, di deontologia, di trasparenza, di stile, e talora di corruzione perdurante, incombe su tutta la politica italiana. Questo però si deve a ragioni che il Pd farebbe bene a esaminare con realismo, senza accontentarsi di formule manichee. La questione morale infatti non è il frutto della disonestà intrinseca agli uomini, alla politica o alla destra; è piuttosto il risultato di cattive pratiche, di lacune operative, di soluzioni mancate. Noi scontiamo le riforme incompiute, e la conseguente mancata razionalizzazione delle regole. Va da sé che si fanno sentire anche le riforme tradite, come è avvenuto con il Porcellum, autentica legge carogna voluta dalla destra per impedire all'Unione di governare. Ma paghiamo soprattutto l'incapacità di costruire un sistema istituzionale aderente a un rapporto chiaro fra governanti e governati, fra controllori e controllati, fra elettori e politica, fra affari e istituzioni, fra cittadini e giustizia: e questo non è imputabile a una parte sola. Quante volte Scalfaro, Ciampi e Napolitano hanno invocato riforme istituzionali ragionevoli? In aggiunta a questa tematica generale, che mette alla prova la sua vocazione a governare la modernizzazione del paese, il Pd ha l'obbligo di un esercizio radicale di onestà politica. Cioè di passare in rassegna regole interne, procedure, metodi di decisione. Per dire a se stesso se è effettivamente un'entità strutturata democraticamente, o se è piuttosto una somma di correnti autodefinite, di capi autonominati e di personalità cooptate. Un buon esame di coscienza è il primo passo per correggere scarti e deviazioni. E poiché ci vuole poco a capire che i possibili effetti della propaganda berlusconiana sulla questione morale si intrecciano alle difficoltà evidenti di per sé sul terreno politico, sarebbe bene rendersi conto che in questo momento al Pd non serve la routine, e neppure le parole d'ordine. Ci vuole una seria mobilitazione, organizzativa e istituzionale, per definire con chiarezza i contorni effettivi di un'emergenza; e per decidere razionalmente le contromisure.

domenica 7 dicembre 2008

Ministro ci “semplifichi” la vita…

Non mi interessa affatto partire dai ruoli ricoperti per decidere se delle considerazioni siano o meno valide. Che sia stato un Cardinale , di una Diocesi importante come quella di Milano, a richiamare al diritto di ognuno ad avere un luogo di preghiera , non lo trovo pertanto essenziale. Mi interessa molto di più il concetto espresso che condivido “senza se e senza ma “. Posso permettermi questa precisazione iniziale in quanto ritengo le gerarchie cattoliche alla stessa stregua di parlamentari o comunque di esponenti di spicco di uno Stato diverso dal mio. Ma per i cattolicissimi leghisti questo non può e non deve valere . Chi intende difendere la cristianità non può insultarne i massimi esponenti in nome di un becero e demenziale modo di interpretare la dottrina cattolica. Che la Lega Nord, in particolare, si sia contraddistinta per questo suo stravagante e ondivago metodo di intendere la cristianità non è certo una cosa nuova. Il Vangelo e le Sacre Scritture sono per questi individui come l’elastico delle loro mutande . Lo si tira e lo si allenta a seconda delle necessità del momento. Del resto la coerenza per il leghista , è un po’ come il coraggio per Don Abbondio “ chi non l’ha non se lo può dare “ .
Resta però una questione da capire, ovvero: se questo tira e molla sulla religione cattolica e sui suoi esponenti il leghista medio lo può fare nel proprio intimo , visto che sarà lui a rispondere davanti al Tribunale Divino ( se sono cattolici ci devono credere … e riflettere) il medesimo atteggiamento non può essere accettato da un Ministro della Repubblica. Nemmeno se il suo dicastero è del genere “varie ed eventuali”. Perché ,se non è logico che il cattolicissimo Ministro Calderoli si metta ad insultare pubblicamente il suo Arcivescovo , è ancora più grave che un esponente dello Stato Italiano insulti un suo omologo di uno Stato Straniero . Dico omologo in termini di ruoli ricoperti e non certamente in termini di intelletto , in quanto è palese a chiunque quanto il Cardinal Tettamanzi sia superiore al Ministro al punto da rendere il paragone assolutamente improponibile.
E allora che fare? Una prima cosa che apprezzeremmo molto , ad esempio, sarebbe che il Signor Calderoli la smettesse di romperci periodicamente i coglioni con le sue uscite da pseudopaladino della cristianità, che siano esse uscite verbali o mediante l'esposizione delle sue "magliette della salute" . Un’altra opzione ( da unire alla prima) potrebbe essere che: visto che hanno inventato per lui un Ministero denominato della “semplificazione” esclusivamente perché nell’accordo di governo la Lega pretendeva un tot di Ministri e non si sapeva dove piazzarlo ( e che per questo lo stiamo pagando lautamente con i nostri quattrini) faccia il suo mestiere : ci semplifichi la vita facendosi vedere e sentire il meno possibile.

sabato 6 dicembre 2008

Antonio Schiavone. Roberto Scola. Angelo Laurino. Bruno Santino. Rocco Marzo. Giuseppe Demasi. Rosario Rodinò. Sono questi i nomi dei 7 lavoratori della ThyssenKrupp di Torino deceduti a causa delle ustioni mortali subite nel corso dell’incendio scoppiato, all’interno dello stabilimento, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007.
Un anno dopo altri 1003 omicidi sul lavoro

Un maiale, anche con il rossetto, resta sempre un maiale!

Che il Segretario del PD Walter Veltroni abbia posto l’accento su una serie di vicende interne che sono state sbrigativamente denominate come “questione morale “ è un fatto assolutamente condivisibile . Allo stesso modo in cui è assolutamente indispensabile che le vicende che negli ultimi 24/36 mesi hanno visto protagonisti esponenti più o meno importanti del PD non siano più tollerate. A partire dalle chiacchiere telefoniche in libertà ,fino ad arrivare a vicende di spessore ben diverso , dove la Magistratura, ha messo gli occhi e non solo.
“Il Partito Democratico e' nato innanzitutto per rinnovare la politica in questo Paese: non si sottrae quindi e non si sottrarrà a questo esame, mettendo al centro della sua riflessione e delle sue iniziative le questioni dell'etica della politica, del rispetto delle regole e della legalità". Sottoscriviamo in toto le dichiarazioni Veltroniane , le aggiungiamo tra le cose di cui prendere nota e di cui chiedere conto al momento giusto e proseguiamo nella lettura dei giornali odierni.
Silvio Berlusconi: "La questione morale? E' innegabile che ci sia, c'è assolutamente nel Pd"
Pier Ferdinando Casini: "La questione morale esiste ma la crisi della politica è spesso legata agli errori della politica. Non dobbiamo ripercorrere le strade del passato, evitando gli sbagli già fatti.
Bobo Craxi: "La questione morale che sta emergendo nel Pd , sul piano politico è assai più grave di quella che colpì a suo tempo il Psi , dovrebbero chiedere scusa a mio padre
Fabrizio Cicchitto, "c'è una oggettiva 'vendetta della storia' rispetto a ciò che il Pds fece nei confronti del Psi e della Dc, nel biennio '92-'94, e, successivamente, i Ds nei confronti di Berlusconi.
Maurizio Gasparri: "Quella del Pd è una catastrofe politica e morale.".
Antonio Di Pietro: "Che ci sia una questione morale è indubbio. E soltanto chi finora si è ostinato a metterla sotto il tappeto ne ha la responsabilità".
Fabio Mussi: "C'è una catena di episodi in mezza Italia che fanno sì che il Pd risulti investito dalla questione morale. ... Sono felice di non aver aderito a quel partito".
Due sole frasi di commento:
La prima , riferita a Mussi : Anch’io sono felice che Fabio sia stato fuori dai coglioni .
La seconda, riferita a tutti gli altri: "Si può anche dare il rossetto a un maiale, ma resta pur sempre un maiale, si può anche avvolgere un pesce vecchio in un foglio di giornale e chiamarlo cambiamento, ma continuerà a puzzare. ". (Barack Obama)

venerdì 5 dicembre 2008

Hasta la …Ilaria siempre!

A detta del quotidiano La Repubblica , il Presdelcons è molto adirato se non addirittura preoccupato per le esternazioni che Ilaria D’Amico non perde occasione di proporre a proposito dell’aumento dell’IVA alla TV di Murdoch. La fonte di tali preoccupazioni pare sia dovuta al fatto che la nota giornalista goda di grande simpatia tra il pubblico televisivo, è persona seria e rigorosa, ma soprattutto non è attaccabile né tantomeno liquidabile con il solito vecchio epiteto di “comunista!” .
Che sia arrivato qualcuno che finalmente , come nella famosa fiaba è in grado di dimostrare che: “Il Re è nudo? ” Non ci giureremmo, di certo la D’Amico che critica il Presdelcons ( anche se pro domo sua ) è sempre uno spettacolo piacevole al di là di tutto il resto…. Del resto la Signora la credibilità che ha acquisito se l’è guadagnata dimostrando professionalità e capacità … e allora, popolo di sinistra: hasta la Ilaria siempre!
Per i fasci stelli che bazzicano il blog nonostante l’avvertimento che lo fanno a loro rischio e pericolo, preciso che questo è un post ironico. Non sia mai che qualcuno di loro con l’ottusità che lo contraddistingue non l’abbia capito.

domenica 30 novembre 2008

Il Signor Giovanni e l’equivoco della Social Card

Quel mattino Giovanni si era svegliato , come sempre, di buon’ora. Battendo i denti per il freddo e maledicendo gli acciacchi dell’età, era corso davanti allo specchio per radersi. Si osservò con gli occhi ancora intrisi dal sonno . Certo l’aspetto non era dei migliori. Ma d’altronde , un po’ l’età, un po’ la vita grama da pensionato il segno lo lasciano.
“Avrei bisogno di andare qualche giorno al mare – pensò- ma con 600 e rotti euro al mese di pensione , il mare lo vedo al cinema … e neanche quello perché il biglietto costa”. Accese ,come sempre, la radiolina posata sul mobiletto e tra una scarica e l’altra il piccolo locale fu invaso dalla parlata blesa di un noto politico. “ ...è uno stvumento che abbiamo penfato pev rifolvere il voftro pvoblema più impovtante… “- sopraggiunse una scarica elettrica e Giovanni si irritò subito. “Maledetta radiolina dovrei cambiare le pile – pensò - ma anche quelle costano e con questi chiari di luna devo farle durare più che posso.” La voce riprese ; “…è una soluzione fvutto della ricevca fatta da un’azienda leadev mondiale del settove e rappvefenta al meglio il fenfo dell’innovazione che quefto govevno poffiede e che vuole portave anche nelle voftre cave. “ Nuova scarica dalla radiolina , e poi : “… e che al mondo già altvi milioni di pevsone ufano da anni …” Nuova scarica elettrica – “…pevchè noi abbiamo a cuove i pvoblemi che vi affillano e vogliamo dave una rivposta concveta”
Accidenti , pensò con un sussulto il Giovanni, qui si parla di roba interessante. Fammi capire meglio cosa mi vogliono dare? Alzò al massimo il volume, ma nel farlo spostò leggermente la rotellina della frequenza . La voce del politico fu immediatamente sostituita da quella del conduttore di Radio Maria. Il Giovanni imprecò : ” Ma porca puzzola è mai possibile che questi rompicoglioni li trovi su tutte le cazzo di frequenze…” . Con calma riposizionò la rotellina e la parlata blesa riprese . “…per finive dico folo che savà gvatuita e la riconoscevete per il fuo claffico colove azzurro”
La voce dell’annunciatore si sovrappose a quella del politico ed il nostro amico Giovanni si trovò con la mano che impugnava il rasoio a mezz’aria e con un dubbio amletico: “ Di cosa cazzo stava parlando il Ministro? “ Sciacquò il rasoio e cercò di fare mente locale : “ Dunque , ha detto che serve per risolvere il mio problema più importante. Io di problemi ne ho parecchi, ma uno , in particolare, mi pesa più degli altri. Ha aggiunto che è una cosa che l’hanno fatta i ricercatori di una ditta leader mondiale del settore. Ho capito pure che sono già in tanti che la usano e che è azzurra e che me la regalano …”
A Giovanni improvvisamente si illuminarono gli occhi e tutto gli fu chiaro . “ Maria Teresa “- gridò alla moglie in cucina – “preparati che il Berlusconi ci dà il VIAGRA a gratis!”