mercoledì 3 settembre 2008

A chi cantava " meno male che Silvio c'è " in campagna elettorale

1. Salari e pensioni
La manovra del ministro Tremanti non sostiene e non aumenta i salari e le pensioni, quindi nemme­no la crescita economica perché i consumi dimi­nuiranno. Inoltre manca­no gli interventi specifici a sostegno dei redditi da lavoro e da pensione.
2. Inflazione
Il governo fissa l'inflazione programmata all' 1,7 per cento, mentre l'inflazione reale è al 3,8 per cento. Questo falso obiettivo, per le famiglie dei lavoratori a reddito fisso, può com­portare una perdita di po­tere d'acquisto di oltre mil­le euro nel 2009.
3. Drenaggio fiscale
La manovra non diminui­sce la pressione fiscale.. An­zi, la mancata restituzione del fiscal drag nel 2008 co­sterà circa 220 euro a ogni lavoratore e pensionato.
4. Straordinari
La detassazione degli straor­dinari porta con sé elementi di disu­guaglianza. Discriminate sono soprattutto le donne che, per i carichi di cura in famiglia, non possono mai fare straor­dinari.
5. Tagli ai servizi
I tagli alle spese dei Co­muni e delle Regioni in­cideranno direttamente sui servizi: si prevedono cir­ca 500 euro in meno in ter­mini di spesa sociale per ogni famiglia.
6. Meno controlli
Si indeboliscono le misu­re di controllo sull' evasio­ne fiscale e si allentano le misure di lotta al riciclag­gio del denaro sporco e al lavoro nero.
7. Tagli alla sanità
Si riduce la spesa sanita­ria (cinque miliardi in tre anni) e si rischia, in alcu­ne regioni, la reintrodu­zione dei ticket su presta­zioni e farmaci.
8. La carta dei poveri
Le poche risorse destina­te all' aiuto dei poveri ren­derà la "carta per gli ac­quisti" fruibile per poche persone e di scarso valo­re economico rispetto al­l'aumento dei prezzi e del­le tariffe.
9 . Accordo sul welfare
Il protocollo sul welfare viene pesantemente ma­nomesso: si ripristina il la­voro a chiamata, si annul­la la riforma del contrattoa tempo determinato e sui disabili e si peggiora l'apprendistato.
10. Lavoro
Si abroga il libro matrico­la e il libro paga delle azien­de, sostituiti da un sem­plice libro unico in cui i lavoratori vengono iscrit­ti entro il giorno 16 del me­se successivo, vanifican­do così l'attività ispettiva. Si cancella la legge fatta per contrastare le "dimis­sioni in bianco".
11. Sicurezza del lavoro
Si depotenziano e si cancellano le misure più signi­ficative del Testo unico sulla sicurezza, diminuendo le sanzioni e la natura pub­blica dei controlli.
12. Orari di lavoro
Il decreto sull' orario peg­giora le leggi esistenti e indebolisce il contratto na­zionale su lavoro nottur­no e riposo settimanale.
13. Scuola
Si tagliano 150.000 posti di lavoro e si avvia una pe­sante modifica dell' asset­to e dei contenuti della scuola pubblica. ­

Chissà se dopo questi primi provvedimenti economici avrà voglia ncora di cantare!

3 commenti:

Leftorium, il blog Riformista ha detto...

In fondo sono solo 13 disastri. Più o meno 1 ogni 10 giorni di vita di questo governo. Se Silvio s'impegna può fare anche di più. Scherzi a parte il vero problema, temo, è che il motivetto di quella orrenda canzone non lo può cantare l'opposizione a cominciare dal Pd.

Saluti, Leftorium

Anonimo ha detto...

Ma il 40% aveva qualche dubbio visto cosa aveva fatto nella precedente legislatura? Il problema è sapere cosa credeva il restante 60%. Ma le zucche vuote possono credere a qualche cosa?

Anonimo ha detto...

ma caro rebus,

loro sono gli uomini e le donne del fare e quindi fanno anche se lasciano qualche buon danno che paghiamo anche noi che non abbiamo votato il nano...loro

compagno pasquale